Abbadia. Imprenditore nei guai per traffico illecito di rifiuti

12 luglio 2017 | Abbadia, Economia, Lario

ALESSANDRIA – Paolo Bonacina, 46 anni di Abbadia Lariana, amministratore unico delle società “B&B s.r.l.” di Torre Pallavicina (BG) e della “B.P.S. s.r.l.” di Abbadia è stato arrestato dai carabinieri del Noe di Milano. Le indagini si riferiscono al traffico illecito di 100.000 tonnellate di ecoballe provenienti dalla Campania. Oltre a lui è stato arrestato anche G. E., 60 anni, capo impianto della società Aral Spa partecipata al 100% dalla Provincia di Alessandria, in seguito alle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Brescia/D.D.A., in collaborazione coi Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente di Milano, in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Campania, e coi Comandi Provinciali Carabinieri territorialmente competenti. Ai due sono stati concessi gli arresti domiciliari.

SEDE ABBADIA BPS DI BONACINA

La sede di Abbadia dell’azienda di Paolo Bonacina

Inoltre il broker D.S., 63 anni, della società “Ecosavona S.p.a” è stato colpito dalla misura interdittiva del divieto temporaneo totale di esercitare uffici direttivi per 12 mesi. Complessivamente sono 26 le persone che risultano coinvolte nell’inchiesta ed indagate a vario titolo.

L’indagine ha avuto avvio nell’ottobre del 2014 in seguito all’incendio sviluppatosi  all’interno del capannone della società “Trailer Spa” di Rezzato (BS): l’intervento dei Carabinieri dei N.O.E. di Brescia e Milano e l’analisi delle prime risultanze investigative, infatti, avevano fin da subito fatto emergere come, all’interno dell’impianto andato a fuoco, fossero state illecitamente messe in riserva oltre 1000 tonnellate di rifiuti solidi urbani provenienti da impianti campani  in totale difformità con l’autorizzazione posseduta.

I successivi accertamenti delegati dalla Procura di Brescia e sviluppati dai militari del Noe di Milano, anche con l’ausilio tecnico delle intercettazioni telefoniche e di videoriprese sugli impianti di trattamento, hanno evidenziato successivamente l’esistenza di una struttura organizzata e ormai ben rodata, costituita da più soggetti dediti allo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali provenienti principalmente (ma non esclusivamente) dagli Stabilimenti di Tritovagliatura e Imballaggio Rifiuti urbani (in breve STIR) di Giugliano in Campania e Tufino, gestiti dalla società “sapna Spa” (Sistema Ambiente Provincia di Napoli).

Il modus operandi utilizzato si era ben consolidato nel corso del tempo ed era tanto semplice quanto efficace, per cui gli indagati ritiravano ingenti quantità di rifiuti speciali non pericolosi prodotti dal trattamento meccanico (definiti Frazione Secca ed Umida Tritovagliata ed Imballata) provenienti dagli stabilimenti “Sapna Spa” di Napoli, “Co.La.Ri Spa” di Roma, “Acam Spa” di La Spezia e, attraverso fittizie operazioni di recupero e trattamento, consistenti nella mancata tritovagliatura della frazione secca e nella omessa stabilizzazione – per 21 giorni – della frazione umida, i rifiuti venivano successivamente portati a smaltimento con la complicità di alcuni soggetti interni alle aziende stesse nei termoutilizzatori delle società A2A Ambiente Spa di Brescia, Lomellina Energia Srl” di Parona Lomellina (PV), “Aral Spa” di Castelceriolo (AL) ed “Ecosavona Srl” di Vado Ligure (SV). Il trasferimento dei rifiuti avveniva su autotreni intestati a 3 società di trasporto conniventi quali Ressia Autotrasporti & C.” di Alessandria, Autotrasporti Luterotti Srl di Brescia ed Euroimpresa Srl di Novi Ligure, colpite dal provvedimento di sequestro preventivo emesso dall’autorità giudiziaria.

Di fatto, dunque, gli effetti delle azioni criminose poste in essere hanno avuto conseguenze sia in termini di inquinamento vero e proprio  – poiché negli impianti di smaltimento sono giunti rifiuti non trattati a norma di legge – che di inquinamento dei circuiti economici legali, visto che il risparmio derivante dal mancato trattamento dei rifiuti hanno consentito, in sede di gara d’appalto, di avanzare offerte con ribassi d’asta difficilmente sostenibili per le aziende “sane”. Le condotte illecite sopra descritte, infatti, hanno consentito agli odierni indagati di realizzare un ingiusto profitto quantificabile in circa 10.000.000 euro.

In ottemperanza ai provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, in fase esecutiva si è proceduto inoltre al sequestro del capitale sociale delle società di trattamento rifiuti “B&B srl” di Torre Pallavicina (BG), “BPS srl di Abbadia Lariana”e “CRYSTAL AMBIENTE srl” di Brescia e di circa 80 automezzi utilizzati per il trasporto e movimentazione dei rifiuti, per un valore stimato superiore ai  6.000.000 di euro.

E’ stata data contestuale esecuzione a 20 decreti di perquisizione locale che hanno consentito il rinvenimento di copioso materiale documentale, ora al vaglio per il prosieguo delle indagini.
Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso le proprie abitazioni a disposizione dell’A.G. mandante, con il divieto di comunicare con l’esterno.



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