Andrea Vitali. L’ultimo romanzo e una lunga carriera

19 ottobre 2017 | Lario

Uno scrittore prolifico che ha saputo narrare con abilità la realtà intima di un paese e dei suoi abitanti. Andrea Vitali, la sua vita, i suoi personaggi e le sue opere.

È giusto domandarsi come si fa a scrivere di uno scrittore, perché nel bene o nel male si finisce sempre col parlare delle sue opere e della sua vita come se queste fossero assimilabili in un’unica mappa nella quale scopriamo di volta in volta gli indizi ora della finzione letteraria, ora del realismo biografico. Rischiamo di confonderci e di non capire se parliamo del narratore o dell’autore e se vogliamo essere davvero pignoli possiamo anche scoprire nei suoi personaggi le tracce che l’autore ha lasciato di sé.

Allora mi chiedo se non sia meglio seguire un percorso naturalistico e geografico, molto più sicuro e di certo meno ambiguo, perché i luoghi sono determinati da coordinate precise che non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni. Bellano è ad esempio è situato sulla sponda orientale del lago Lario e questo è un dato. A Bellano un medico di famiglia di nome Andrea Vitali ha esercitato la  sua professione per oltre venticinque anni. E questo è un altro dato. Possiamo aggiungere che il dottor Vitali ha dedicato il proprio tempo libero alla sua più grande passione: la scrittura.

Ma come vedete qui le cose iniziano a confondersi perché Andrea Vitali è stato per molto tempo sia medico che scrittore, il primo per imposizione, il secondo per sfuggire a quella stessa imposizione che mal tollerava.

Aggiungiamo poi che le storie e i racconti ascoltati fin dalla giovinezza gli hanno fornito il materiale per scrivere “Il Procuratore” – il suo primo romanzo – e finiamo col parlare ancora una volta dello scrittore e del narratore perché sia l’uno che l’altro sono fatti della stessa sostanza della narrazione.

Scrittore prolifico Andrea Vitali che ha ottenuto i più importanti riconoscimenti del panorama letterario italiano, dal premio Montblanc al Grinzane Cavour fino al premio Campiello Giuria dei letterati.

Nei suoi numerosi tour in giro per l’Italia ha colpito la sua recente affermazione ad un incontro tenutosi al Casinò di Sanremo dove ha dichiarato che il “casinò è un posto intrigante che potrebbe davvero finire in una storia”. In effetti non si contano le volte che le sale da gioco hanno ispirato libri e film di grande successo e chissà che lo stesso Vitali non si prenda una pausa da Bellano per ambientare magari proprio a Sanremo il suo prossimo romanzo.

La voce di Vitali è vernacolare, semplice e diretta; privilegia l’ironia a inutili funambolismi linguistici. Perché ovviamente nella provincia se parli forbito nessuno ti prende sul serio o nel peggiore dei casi nessuno ti capisce. E l’ironia è propria l’arma che sia lo scrittore sia i suoi personaggi impiegano per affrontare le sfide della vita, reale o letteraria che sia.

Ti fa stare con i piedi per terra l’ironia perché occorre davvero un grande coraggio per riuscire a prendere in giro se stessi e mantenere uno sguardo disincantato e un po’ storto sul mondo.

Lo sguardo di Vitali sul mondo è sempre preciso e accurato, con l’abilità di osservazione affinata in anni di incontri quotidiani di quella vasta umanità nel suo ambulatorio di Bellano. I personaggi dei suoi libri sono caratterizzati a partire dal nome come il fascinoso oculista Adalberto Casteggi di “Bello, elegante e con la fede al dito”, sua ultima fatica letteraria, oppure come l’improvvisato tassista Sisto Santi nel romanzo “Verità della suora storta”.

In questo microcosmo la cui cornice è il Lario prendono avvio storie gialle che si tingono di comicità surreale, nella più tipica tradizione paesana dove la realtà quotidiana fermenta e si trasforma grazie alle capacità narrative di Andrea Vitali. Merito certo di una tradizione orale verso la quale l’autore non ha mai nascosto il proprio debito, ma che anzi ha proseguito grazie alla collaborazione con il gruppo musicale dei Sulutumana con il quale unisce racconto e musica.

Da questa unione nasce la vitalità della narrazione dell’autore di Bellano in cui un piccolo paese diventa specchio di un’umanità variegata, delle sue passioni e dei suoi tormenti.

 

 



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