Colpo all’Iperal. Presa a Cremona la banda che risucchiò il denaro

4 dicembre 2017 | Alto Lario/Colico, Colico, Lario

PIANTEDO – Stavano ripetendo l’impresa valtellinese in un supermercato cremonese i quattro Lupin responsabili dell’ingegnoso colpo al’Iperal FuentesTutti pregiudicati, tra i 45 e il 67 anni, due arrivavano dal quartiere Pilastro di Bologna, uno dalla provincia bolognese e l’ultimo da Bari. L’accusa per aver deviato i tubi pneumatici che trasportavano il denaro dalle casse al caveau della struttura è furto in concorso pluriaggravato. Sono stati fermati dopo un furto simile a quello dell’ottobre scorso nel colichese e indossavano gli stessi indumenti con cui erano stati ripresi nelle telecamere visionate dagli inquirenti.

Le indagini dei locali carabinieri coordinate dal sostituto procuratore di Sondrio Giacomo Puricelli sono state molto complesse, racconta La Gazzetta Delle Valli. Migliaia di persone hanno frequentato il centro commerciale nel weekend del colpo, più di cento le telecamere visionate, decine di interrogatori e un’area molto vasta da perlustrare. Individuati alcuni sospetti sono partiti i pedinamenti, l’auto utilizzata a Piantedo è stata controllata fingendo un normale controllo e a bordo aveva materiale utile al furto oltre a un sacco a pelo necessario per passare la notte al centro commerciale.

“A Piantedo la banda raggiunge l’obiettivo, dopo aver effettuato un sopralluogo, ed il più minuto si posiziona in un punto occultato dal quale poter agire indisturbato sulle tubature della posta pneumatica – raccontano gli investigatori -. In un momento di non attività, quando non vi è pressione, sega la tubatura ed inserisce un marchingegno artigianale. Con quest’ultimo intercetta i bussolotti carichi di denaro contante destinati al caveau, li svuota e li fa ripartire vuoti, in modo che le fotocellule registrino correttamente la partenza e l’arrivo e nessuno sospetti nulla. Al termine della giornata, raccoglie il maltolto, raggiunge i complici, i quali nel frattempo sorvegliano le casse per scorgere eventuali segnali d’allarme, e si allontanano indisturbati credendo di far perdere le proprie tracce”.

 

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