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Intervista. “Il lecchese è ancora lavatrice di denaro sporco”, parla l’uomo che incastrò i Coco Trovato

12 agosto 2017 | Lario, Lecco

LECCO – “La nostra provincia continua a essere una lavatrice di denaro sporco“. A sostenerlo Paolo Chiandotto, ex comandante del nucleo operativo dei carabinieri di Lecco, che ha trascorso la carriera a incastrare e dare la caccia a Franco Coco Trovato, il capo dei capi della Picciotteria lombarda, oggi 70enne, catturato nel 1992 quando parlare di criminalità organizzata al nord era tabù.

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Intervistato da Il Giorno, il militare evidenzia che “la chiusura dell’altro giorno del ristorante Cadorna, ex Chakra, sul lungolago per il sospetto di infiltrazioni mafiose è l’ennesima conferma che gli ‘ndranghetisti controllano ancora il territorio. I cognomi sono sempre gli stessi: Coco, Trovato, De Luca, Marinaro, De Stefano… in un intreccio di relazioni familiari e parentele”.

“La ristorazione è il settore più adatto – continua il carabiniere -, si possono battere scontrini fasulli, far figurare spese fittizie, installare videopoker. L’elenco dei locali è lungo, non si trovano solo a Lecco. Sono ovunque“.

 



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