Moregallo. Migrazione dei rospi: al via la campagna salvataggio 2017

2 Marzo 2017 | Lario, Mandello

MANDELLO DEL LARIO – Anche quest’anno l’inverno sembra essere finito un po’prima del tempo. Le temperature quasi primaverili di questi ultimi giorni hanno risvegliato la fauna dal suo riposo e, tra trilli di uccelli e ronzare d’api, la sinfonia degli animali ha già iniziato a riecheggiare in giardini e prati. A queste voci si aggiungeranno a breve anche quelle dei rospi, che scenderanno ben presto dal Moregallo per dare avvio alla loro migrazione amorosa. I rospi vanno verso il lago in coppia, a volte è la femmina che porta il maschio in spalla per velocizzare il cammino, dove deporranno e feconderanno le uova nelle nelle piccole insenature in cui l’acqua sembra immobile e riparata dalla corrente.

Cartelli per rospi al MoregalloPurtroppo il loro percorso d’amore, in località Melgone, è interrotto dalla provinciale e le numerose macchine che vi sfrecciano rappresentano un grave pericolo per questi animali. Così, da anni, viene portata avanti una campagna di salvataggio che grazie al costante impegno di volontari si preoccupa della vita dei rospi e che la migrazione abbia buon fine: ogni sera i volontari posizionano ai lati della strada delle barriere protettive che permettono di salvare molti rospi dall’essere schiacciate. Grazie a loro lo scorso anno la percentuale dei rospi morti è stata meno dell’un per cento .

La campagna partirà questo fine settimana ed i prossimi a seguire. Il ritrovo per i volontari è sabato alle ore 8.30, in “zona rospi”, presso la piazzola di incontro, e si andrà avanti fino alle 12.30. Domenica sempre dalle 8.30 e nel pomeriggio. Queste le indicazioni dettagliate:

rospi“Ogni volontario dovrà essere munito di apposito giubbino catarifrangente, secchio, torcia elettrica con almeno 2/4 ore di autonomia (preferibilmente di tipo ricaricabile o con batterie ricaricabili), guanti leggeri e tanta buona volontà. I coordinatori in genere hanno a disposizione qualche secchio, torcia e giubbetto in più da distribuire ai volontari, ma in numero molto limitato. Chiediamo quindi, nel limite del possibile, di venire con già tutto il necessario. Inoltre, è molto importante raccogliere i dati sugli andamenti della migrazione, quindi ogni sera sarà indispensabile tenere il conto degli individui in discesa e in risalita, divisi tra maschi e femmine, e anche del numero degli individui schiacciati dalle auto. Questi dati andranno consegnati ogni sera prima di andare via al referente di turno, indicando anche la data e la località”.

Ed alcune informazioni per i nuovi arrivati.

“Nell’area in cui operiamo noi sono state posizionate barriere di plastica in entrambi i lati della strada o appena dentro il bosco, in modo da bloccare sia la discesa che la successiva risalita dei rospi, che non sono in grado di scavalcarle, ed evitando così che finiscano in strada schiacciati dalle auto. I volontari, per tutta la durata della migrazione, percorrono la barriera a monte della strada, prendono i rospi che sono stati bloccati, li mettono in un secchio e li liberano in punti prestabiliti in riva al lago. Un lavoro analogo va fatto anche alla barriera a valle per riportare nel bosco gli individui che hanno già deposto le uova. Questo va fatto tutte le sere, in ogni condizione meteo, giorni feriali e festivi. Si inizia prima che faccia buio e si continua per 2, 3 o anche 4 ore, a seconda del periodo e dell’intensità dei passaggi. Per valutare lo stato di salute della popolazione operiamo anche un’attività di monitoraggio anno con anno, contando tutti i rospi che trasportiamo sia in discesa che in risalita, maschi e femmine. Distinguere i due sessi non è difficile perché le femmine sono molto più grosse, i maschi hanno cuscinetti nuziali ruvidi sulle dita delle zampe anteriori che servono a star meglio aggrappati alla femmina durante l’accoppiamento. Solo i maschi, inoltre emettono il caratteristico canto”.

Per ulteriori informazioni c’è il gruppo Facebook dedicato.