BELLANO – Di ieri il duro (anche se abbastanza ironico) attacco della lista ‘Bellano Bella’ nei confronti dell’amministrazione comunale, un intervento riferito a un “collaboratore” che da mesi “gira disinvoltamente, senza alcun ruolo o nomina formale, per le cui mani passano documenti e relazioni, talvolta anche con contatti col pubblico”. 



La stilettata nei confronti del giovane Stefano Calvasina citava anche Pierfranco Pandiani: “Per l’assessore ai Lavori pubblici invece nessun riconoscimento: e resta dietro la lavagna!”.

Lo stesso Pandiani ha successivamente (e ampiamente) replicato a ‘Bellano Bella’.

Ecco di seguito la sua lunga spiegazione dei fatti, decisamente in disaccordo con le osservazioni della minoranza consiliare:

Ogni tanto si legge che il cacciatore nello sparare alla lepre colpisce il proprio cane. E questo è successo oggi agli amici di Bellano Bella, infatti la nota pubblicata sul loro sito e ripresa da alcuni giornali on-line, aveva, presumo, il fine di colpire “l’irraggiante”, ossia il Sindaco.

Invece la rosa dei pallettoni è andata a ferire un ragazzo intelligente, capace e soprattutto sempre disponibile, al punto di diventare una preziosa risorsa per Bellano, risorsa che sarebbe stato deleterio non impiegare per la crescita di Bellano.

Iniziamo col dire che all’ “irraggiato” viene imputato il fatto di “girare disinvoltamente senza alcun ruolo o nomina formale…”, dimenticandosi che, oltre che un importante collaboratore di questa Amministrazione, è anche uno degli elementi più attivi della Protezione Civile di Bellano, e questo fatto lo porta ad essere in Municipio per potere coordinare il C.O.C. apertosi contestualmente allo scoppio della pandemia.

Personalmente ho usufruito in passato, in molteplici occasioni, dell’ausilio dell’ “irraggiato”, e se i rapporti interpersonali non si fossero logorati ed interrotti in malo modo, avrei continuato a farlo in maniera del tutto tranquilla, poiché ritengo che un amministratore pubblico abbia tutti il diritto di scegliere i propri collaboratori, soprattutto quando questa scelta non incide in alcun modo sulle casse comunali.

Per questo non vedo la negatività di avere condiviso con lui informazioni che riguardavano il mio assessorato, aver discusso progetti ed avere provato a trovare soluzioni a varie tematiche che si sono affrontate durante questi anni.
Tutto questo senza avere mai violato quelle che sono le normative vigenti in materia per la tutela dei cosiddetti dati sensibili.

Inoltre è stato presente con me a numerose riunioni, abbiamo svolto infiniti sopralluoghi sul territorio, ed abbiamo passato numerose serate assieme per studiare soluzioni progettuale per opere riguardanti il territorio.

Personalmente ritengo che tutto questo non sia né moralmente né eticamente censurabile; sono viceversa convinto che avere usufruito della professionalità e della competenza, esercitata in maniera assolutamente gratuita, di un giovane particolarmente preparato e brillante, sia stata una scelta indubbiamente centrata.

Pertanto invito gli amici di Bellano Bella a porgere le doverose scuse al ragazzo (non nominato ma facilmente identificabile) che è stato trascinato ingenerosamente in una polemica dal sapore elettorale, e lo ringrazino per il lavoro che con passione ha svolto e spero continuerà a svolgere per la comunità Bellanese.

Concludo informando che da qualche mese mi sto avvalendo della collaborazione di un altro ragazzo che dopo avere terminato il servizio civile per il Comune, continua a supportarmi, analogamente a quanto fatto in passato dall’ “irraggiato”, nel lavoro che sto continuando a svolgere.

Spero proprio che la nota di Bellano Bella non induca questo ragazzo ad interrompere la collaborazione, che svolge con passione, impegno e professionalità, perché sarebbe veramente molto triste che una polemica elettorale vada ad offendere giovani perbene, la cui unica colpa è quella di impegnarsi in maniera disinteressata a favore del proprio paese.

Pierfranco Pandiani
“l’assessore dietro la lavagna”

L’ARTICOLO A CUI RISPONDE PANDIANI:

Bellano Bella. “Senza ruoli ha per le mani le carte del Comune, è il caso?”

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