Dervio. La risposta della minoranza sul ticket per l’accesso a Corenno

12 Gennaio 2020 | Dervio, Economia, Lario

DERVIO – Polemiche e dubbi dopo la notizia che, a partire da domenica 29 marzo, verrà introdotto un biglietto d’ingresso per accedere al borgo medievale di Corenno Plinio. Con un lungo comunicato il gruppo di minoranza di Dervio ha espresso tutte le sue perplessità sull’iniziativa e sulle ricadute che potrebbe avere nel futuro.

“Il ticket per l’accesso a Corenno, a differenza di quanto dichiarato dal sindaco Cassinelli, non è ancora stato discusso dalla consulta turismo, convocata solo una volta negli 8 mesi del suo mandato, per di più solo per pochi minuti e solo per eleggerne il relativo presidente, e non se ne è parlato nemmeno in Consiglio Comunale o nelle commissioni consiliari, nonostante le richieste effettuate in tal senso, né tanto meno se ne è parlato coi Corennesi, che si stanno esprimendo in larga parte in senso contrario a questa proposta.

Sarebbe stato più corretto discuterne nelle sedi istituzionali prima di annunciarlo alla stampa, ma il metodo utilizzato sembra più orientato a farsi pubblicità, come è successo per altre iniziative della nuova amministrazione, tanto che è già stato commissionato l’acquisto della biglietteria per riscuotere il balzello, e addirittura ne è stato fissato l’avvio per la fine di marzo.

Una famiglia di 4 persone spenderebbe così quasi 30 euro per una visita a Corenno (compreso il parcheggio a pagamento, un’altra novità già pubblicizzata ma non ancora discussa). Ma immaginiamoci la scena: se anche la biglietteria venisse installata in piazza, a Corenno esistono almeno altre due vie d’accesso ai due capi del borgo che permetterebbero di eludere il pagamento. Verranno messi allora tre gendarmi a controllare l’accesso al borgo? E poi per quante ore al giorno, e con quali risorse?

Non si capisce poi con quale presupposto giuridico si chiederebbe tale balzello: forse per il semplice fatto di aver posato un piede sulla piazza? E chi non vorrà pagare verrà allontanato? Il turismo si fa dando dei servizi, per i quali solo successivamente si può maturare un’autorevolezza tale che permetta di richiedere dei corrispettivi (e non dei balzelli), ma tali servizi vanno ben oltre la posa di qualche cartello informativo.

La passata amministrazione, tra le altre cose, a Corenno ha realizzato il belvedere, la passeggiata lungolago verso Dorio, il recupero delle trincee della linea Cadorna, il restauro delle arche Andreani sulla piazza, il ripristino dei bagni pubblici e del piccolo locale di ritrovo in piazza, il restauro del monumento ai Caduti, il recupero del parchetto pubblico sotto la chiesa, il restauro della cappelletta del “Giseu de la Dosa”, interventi di miglioramento sul sentiero del viandante, il parcheggio sotto il cimitero, il recupero di un’area verde sopra la centrale ENEL da usare anche come parcheggio durante gli eventi, il collegamento degli scarichi verso il depuratore e il rifacimento di tratti di acquedotto, il rifacimento di via Predera, l’apertura del Castello, diversi nuovi eventi culturali e turistici tra cui “Ritorno a Corenno” ed altre iniziative.

Bisognerebbe continuare su questa linea, ad esempio avviando i lavori per rifare tutto l’acciottolato della piazza e delle vie limitrofe (che oltre a ripristinare le buche esistenti permetterebbero il rifacimento di acquedotto e fognatura ormai in cattive condizioni, l’interramento di cavi elettrici volanti e la posa della fibra ottica), il cui progetto è già stato predisposto e completamente finanziato dall’amministrazione uscente e ha ricevuto le necessarie autorizzazioni. E invece questo progetto è stato accantonato, sempre senza dirlo ai cittadini.

E infine, come non ricordare che il nuovo sindaco è la stessa persona che annunciava, giusto un anno fa, un’altrettanto brillante idea, e cioè l’istituzione di un servizio di bus turistici su tutta la sponda del lago con 8 corse giornaliere e fermate anche a Dervio e Corenno, ricavandone una grande pubblicità personale risultata poi utile anche alla sua elezione. Dopo meno di 3 mesi di viaggi quotidiani, migliaia di euro di deficit accumulato e solo una ventina di biglietti venduti, il servizio è stato chiuso alla chetichella, ovviamente senza la stessa eco mediatica. Visti tali risultati ottenuti appena pochi mesi fa, un po’ più di modestia e di circospezione nell’affrontare queste tematiche, forse, non guasterebbe”.

Gruppo consiliare di minoranza del Comune di Dervio “Insieme per Dervio”