Dervio. Minoranza replica a sindaco: dubbi su DPI, Varrone e fibra ottica

12 Giugno 2020 | Dervio, Politica

DERVIO – L’opposizione della giunga comunale derviese, di cui è capogruppo Davide Vassena, risponde al resoconto del sindaco Cassinelli del consiglio svoltosi mercoledì 10 giugno, nel quale sono state evidenziate tre tematiche di particolare interesse per la popolazione.

In primo luogo, si è parlato dell’adozione dei DPI per i vigili, ricordando lo scampato pericolo dopo l’incidente del maggio scorso.

Lo scampato pericolo dei vigili al contagio da Corona Virus: speriamo non succeda più

Nel Consiglio Comunale del 10 giugno, il gruppo di minoranza “Insieme per Dervio” ha formulato un’interrogazione sulle procedure di protezione attuate per i dipendenti comunali contro i rischi di contagio da Corona Virus, in relazione ad un episodio del 7 maggio nel quale, come riportato dal comunicato della stessa polizia locale, 3 vigili si erano recati per dei rilievi presso l’abitazione di una persona per scoprire solo dopo che fosse sottoposta ad isolamento e sorveglianza domiciliare per il Corona Virus, circostanza che portava poi anche i tre vigili coinvolti ad essere posti a loro volta in quarantena al proprio domicilio.

Nell’interrogazione abbiamo manifestato la nostra solidarietà alle persone coinvolte. Ma ci siamo chiesti anche un’altra cosa: considerato che il Sindaco riceve quotidianamente dalle autorità sanitarie una relazione sull’andamento del Corona Virus con l’elenco nominativo delle persone contagiate, in quarantena o sottoposte a misure sanitarie restrittive, e che è il responsabile della Polizia Locale, gli abbiamo chiesto se dall’inizio dell’emergenza Corona Virus siano state adottate procedure tali da impedire ai vigili in servizio esterno ogni contatto non adeguatamente protetto con persone contagiate o in quarantena, e come venga verificata preventivamente l’identità delle persone che i dipendenti debbano incontrare nell’espletamento delle proprie funzioni e l’eventuale loro presenza nell’elenco delle persone contagiate, in quarantena o sottoposte ad altre misure sanitarie restrittive. Tali verifiche dovrebbero essere finalizzate ad evitare ogni contatto non adeguatamente protetto tra i dipendenti comunali e persone che possano eventualmente generare, anche involontariamente, un contagio.

La stringata risposta che abbiamo ricevuto è stata che “tutte le procedure consentite dalla normativa vigente sono state adottate. La Polizia locale quotidianamente riceve l’aggiornamento inviato al sindaco dalla Prefettura sulla situazione Covid”.

Sia chiaro: la nostra richiesta aveva il solo scopo di fare luce su quanto accaduto senza accollare responsabilità a nessuno, ma la risposta ricevuta ci ha lasciato alquanto perplessi, portandoci a fare alcune considerazioni. Se è vero che tutte le procedure sono state adottate, non si capisce come la verifica della positività al virus di una persona con cui si era soffermata la polizia locale sia stata effettuata solo al rientro in ufficio degli agenti, e non, come avrebbe suggerito il buonsenso, prima ancora di recarsi presso il suo domicilio. E’ evidente come ci sia stato un errore di valutazione che avrebbe potuto essere potenzialmente grave, implicitamente ammesso nel momento in cui si è dovuto mettere in quarantena i vigili che erano intervenuti. Non pensiamo che una procedura corretta di gestione del personale comunale comprenda il fatto di inviarli senza una protezione più che adeguata a casa di una persona positiva al virus per poi doverli lasciare a casa in quarantena.

Il fatto di aver dovuto rinunciare per due settimane ai vigili ha costituito un danno economico per l’Ente e un disservizio ai cittadini, se pensiamo che, proprio nei giorni successivi, l’Amministrazione ha avviato la distribuzione dei pass per i parcheggi a pagamento, e che l’assenza dei vigili ha causato lunghe code ai cittadini con una perdita di tempo non indifferente.

Ma proprio questa circostanza ci fa sorgere un’altra domanda. Visto che le procedure non hanno evidentemente funzionato, cosa sarebbe potuto succedere se i vigili non avessero scoperto neanche dopo di essere stati a contatto con persone positive al Coronavirus, e se malauguratamente fossero stati contagiati ed avessero continuato il loro lavoro, che nei giorni successivi prevedeva la consegna dei pass per i parcheggi, che ha visto centinaia di derviesi (e non) stazionare lungamente proprio presso l’ufficio di polizia locale?

Come altre migliaia di cittadini derviesi abbiamo diligentemente rispettato le numerose prescrizioni che ci sono state date in questo periodo a livello nazionale, e gli ancor più numerosi vincoli che ci sono stati imposti dal Comune. E’ per questo che ci saremmo aspettati che proprio dal Comune ci fosse un’attenzione maniacale al rispetto di tutte le procedure possibili e immaginabili atte a preservare da un eventuale contagio la salute di dipendenti ed utenti dei servizi comunali.

Per tutto ciò che è accaduto non facciamo nessun rilievo a chi ne è risultato coinvolto, ma raccomandiamo di adottare tutti i necessari accorgimenti affinché non si ripresentino più tali situazioni, e lo scampato pericolo (perché è così che lo dobbiamo definire) dia utili insegnamenti per il futuro anche in ambiti molto diversi da questo.

Il secondo punto toccato riguardava la situazione del torrente Varrone; un anno dopo l’alluvione, non si sa ancora se e quando arriveranno i rimborsi richiesti dai privati

Dato che il 12 giugno ricorre l’anniversario dell’alluvione che un anno fa colpì molto duramente il paese, considerato che il ricordo di questi eventi potrà essere l’occasione anche per sollecitare gli enti superiori a mantenere le promesse effettuate, nei giorni immediatamente successivi, relativamente ai rimborsi da corrispondere a famiglie ed imprese che avevano subito ingenti danni, abbiamo chiesto al Sindaco di conoscere quali attività siano state intraprese dall’Amministrazione Comunale di Dervio, nei confronti di tutti gli enti sovracomunali interessati, per sollecitare la corresponsione dei rimborsi spettanti a famiglie e imprese derviesi per i danni subiti dall’alluvione del 2019, con quali tempistiche e modalità tali rimborsi verranno effettivamente corrisposti agli aventi diritto e, in subordine, qualora sia stato eventualmente già verificato che non ci saranno interventi da parte degli enti superiori, se l’Amministrazione Comunale intenda attivare qualche forma di rimborso per i danni subiti da famiglie ed imprese derviesi durante l’alluvione del 2019. La risposta del Sindaco è stata che la responsabilità è della Regione Lombardia, che non ha saputo finora rispondere se e quando arriveranno le risorse richieste.

Un ultimo motivo di dibattito riguarda invece i lavori della fibra ottica, fermi da 12 mesi.

Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 erano stati avviati i lavori per la posa dei cavi della fibra ottica in rete sotterranea su gran parte del territorio comunale (circa una settantina tra vie e piazze) utilizzando cavidotti e infrastrutture di rete già esistenti o con nuovi scavi in sezione limitata e in tale periodo i lavori sono stati monitorati con cadenza settimanale dall’Amministrazione Comunale portando al completamento di buona parte degli stessi. Per la conclusione dei lavori è necessario il posizionamento di un manufatto, una sorta di container, da cui possa diramarsi il “cavo principale” che alimenterà tutti i cavidotti e renderà effettivamente disponibile il servizio a beneficio della popolazione; il 4 giugno 2019, nel passaggio di consegne al nuovo sindaco, era stata manifestata la necessità di individuare un’area per il posizionamento del container, preferibilmente presso la zona adiacente al cimitero che era già stata visionata in precedenza insieme ai responsabili di Open Fiber, il consorzio che ha in carico l’esecuzione dei lavori. Il 2 ottobre 2019 Open Fiber inviava all’Amministrazione Comunale una proposta di individuazione congiunta del punto in cui posizionare il container, con il testo della relativa delibera da approvare da parte della Giunta, e solo il 10 marzo 2020 la Giunta Comunale approvava, con un notevole ritardo, la delibera di concessione in comodato di un’area di 40 mq. attigua al cimitero ove posizionare il container come richiesto, sostituita poi il 15 maggio 2020 da una nuova delibera di Giunta, sempre per la concessione della stessa area. Risultano quindi trascorsi 12 mesi senza che questi lavori abbiano visto apprezzabili e concreti passi avanti, e la popolazione non ha potuto fruire dei vantaggi derivanti dalla realizzazione della rete della fibra ottica, che sarebbero risultati determinanti per le attività di smart working e di didattica a distanza durante il periodo di chiusura di luoghi di lavoro e scuole indotto dall’emergenza Corona Virus.

Abbiamo quindi chiesto al sindaco qual è il cronoprogramma relativo ai lavori ancora necessari e quando potrà quindi risultare disponibile ai cittadini il collegamento alla fibra ottica.

La risposta è stata che entro agosto/settembre i lavori dovrebbero essere completati e quindi sarà possibile la commercializzazione del servizio agli utenti.

Speriamo che, dopo un anno esatto di interruzione dei lavori, almeno tale obiettivo venga rispettato e l’amministrazione comunale eserciti il necessario monitoraggio dei lavori sollecitando le imprese nel caso di ritardi, cosa che evidentemente finora deve essere mancata.

 

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