In risposta ai roboanti comunicati del sindaco di Dervio sulla sentenza del TAR che non ha accolto il nostro ricorso per l’annullamento del nuovo Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, ci preme evidenziare quanto segue.
Il ricorso al TAR è un’opportunità che utilizza chi considera di dover sanare una condizione ritenuta sfavorevole. Infatti al TAR si era rivolto anche il Sindaco Cassinelli in nome del Comune di Dervio quando la Regione Lombardia aveva bocciato la candidatura ad ospitare il Tempio Crematorio all’interno del nostro cimitero.
Anche in quella occasione il Tribunale aveva respinto l’istanza.
Tutto ciò per dire che chi decide di ricorrere in giudizio non fa un torto a qualcuno, non denigra e non si crede superiore, semplicemente cerca di contrastare quello che sente essere un torto subito. E lo fa nei canoni della legge.
Qual era per noi questo torto?
Quando l’amministrazione Cassinelli il 30 dicembre 2024 ha modificato il “regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale” come minoranza ci siamo visti svilire drasticamente il nostro ruolo in aula consiliare. La restrizione principale riguardava la possibilità di incidere sull’ordine del giorno, ossia sugli argomenti che al pari della maggioranza potevamo proporre nell’apposita riunione detta dei capigruppo, sul loro numero e sul tempo a disposizione per argomentare. Ecco che allora col nuovo regolamento improvvisamente potevamo presentare un’interrogazione soltanto per ogni assemblea e con un tempo a disposizione per esporre il nostro pensiero di soli due minuti contro i dodici del Sindaco. Queste condizioni stabilivano un netto peggioramento rispetto alla situazione precedente (accettata da questa amministrazione per tutto il mandato precedente) tanto che ci era sembrato giusto parlare di norma bavaglio.
A tutela del ruolo che ricopriamo, consci che sarebbe stato uno sforzo economico assai rilevante (a differenza della maggioranza la minoranza non può utilizzare fondi comunali) abbiamo deciso di fare ricorso. I giudici del TAR, lette le carte, hanno valutato che queste restrizioni costituivano ancora una condizione ritenuta accettabile e quindi hanno rigettato il ricorso.
Resta comunque il fatto che, seppur legittimate dai giudici, sempre di RESTRIZIONI dei diritti della minoranza si tratta, e questo certifica quali siano le priorità e i valori dell’amministrazione Cassinelli.
Gruppo Consiliare “Chiaramente Dervio”
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