Questa lettera vi viene inviata a nome di tante persone che hanno contribuito alla bellissima iniziativa di costruire un campo temporaneo da beach volley, che è stato dato in uso gratuito ai giovani per divertirsi e praticare una sana attività sportiva, e si rende necessario anche per chiarire quanto pubblicato sulla vostra testata in data 27 agosto.
Innanzitutto va detto che il campo non è stato sequestrato, come riportano i vari comunicati, ma interdetto all’uso a seguito dell’ordinanza del sindaco, e che è stato smantellato il giorno seguente all’ordinanza, anche perché era un campo temporaneo che sarebbe stato comunque smantellato, come previsto, solo dopo pochi giorni. Nei 27 giorni in cui è stato utilizzato ha visto la presenza di centinaia di giovani che si sono divertiti e hanno praticato sport senza alcun problema, di alcun tipo, e con grande rispetto per l’area circostante.
L’area è stata regolarmente e formalmente concessa dalla Parrocchia (e dal Comune per la piccola parte di sua proprietà). Non è vero che la Parrocchia si sia mai dissociata dall’iniziativa, né informalmente né tanto meno formalmente, come è invece stato riportato, e l’ha anzi sempre sostenuta come risposta al bisogno di sana aggregazione dei più giovani.
Quando la Polizia Locale ha richiesto di migliorare la sicurezza del campo gli è stato chiesto quale intervento fosse necessario, ed è stato risposto di ricoprire il muretto con del materiale antiurto. Tale intervento è stato fatto il giorno stesso, applicando dei materassini come quelli che si trovano sul muro della palestra comunale. Sono state inviate le foto alla Polizia Locale, che non ha più detto nulla facendo quindi pensare che l’intervento fosse stato risolutivo.
Dopo 8 giorni il sindaco con la sua ordinanza ha scavalcato di fatto la Polizia Locale, e con suoi criteri (non specificati) ha scritto che il campo andava chiuso “VISTO che non è stata adottata alcuna misura per interdire il campo al pubblico e nemmeno per metterlo minimamente in sicurezza”: visto che un intervento invece era stato fatto, tale affermazione non sembra corrispondere al vero. Ma contro un’ordinanza, si sa, si può solo fare ricorso al TAR, con le conseguenti spese legali e una risposta che sarebbe arrivata chissà quando, e chiunque capisce che non ne sarebbe valsa la pena per un campo che, come deciso fin dall’inizio, sarebbe stato comunque smantellato dopo pochi giorni.
Non è assolutamente vero che il 16 agosto si sia tenuto un torneo di beach volley con intrattenimento e servizio bar senza le necessarie autorizzazioni. Si tratta di un gigantesco equivoco che è stato chiarito alla Polizia Locale, ma che purtroppo viene ancora riportato nei vari comunicati sulla vicenda. Il torneo che alcuni giovani Derviesi avrebbero voluto organizzare (ma che non ha comunque avuto luogo) non prevedeva né intrattenimento musicale né somministrazione di cibo e bevande tali da richiedere alcuna autorizzazione, perché le stesse sarebbero state normalmente acquistate dai partecipanti presso i bar sul lungolago, quindi non necessitava di nessuna autorizzazione. Alla Polizia Locale questo fatto era stato spiegato e difatti non c’è stato alcun seguito, ma c’è ancora chi ha continuato a far finta di non capire. Non è corretta nemmeno l’indicazione data sulla scadenza della concessione dell’area per il 16 settembre, visto che la concessione sarebbe scaduta prima e il campo sarebbe stato comunque smantellato come è stato fatto ora.
Infine, già che ci siamo, vale la pena ricordare che questo campo è stato voluto dai giovani Derviesi perché il Comune aveva smantellato quello che funzionava da oltre un decennio, e che fin dal 2023, in consiglio comunale, era stato chiesto di costruire un nuovo campo, anche tramite dei volontari, ma la richiesta era stata respinta.
Va inoltre ricordato che i pali usati per sostenere la rete, e i relativi sostegni e protezioni, sono gli stessi che sono stati usati per allestire altri campi temporanei da pallavolo dentro il campo sportivo comunale, durante il mandato di questa stessa amministrazione. In tal caso però, tutto ok… Ma ora che il Comune ha dimostrato tanto zelo verso le strutture sportive ci attendiamo che intervenga anche su quelle comunali, posizionando tappetini antiurto al campo sportivo lungo il nuovo muro che è stato costruito intorno alla pista o intorno agli spigoli delle panchine del campo di calcio, o ancora nella palestra dove solo un lato su 4 risulta protetto. E vista la mole di documenti dati in pasto al pubblico in questa occasione, che faccia lo stesso anche su altre vicende su cui tanti cittadini hanno fatto delle legittime domande che attendono tante risposte.
E infine, risulta davvero singolare che il Comune richiami addirittura la necessità di pratiche paesaggistiche per una struttura che era dichiaratamente temporanea, quando lo stesso Comune, solo per fare un esempio, ha costruito la casetta della biglietteria del ticket di Corenno facendola passare come struttura temporanea per non chiedere autorizzazioni paesaggistiche: quella casetta è lì da anni, e perfino in Consiglio comunale l’assessore interessato ha ammesso che non avesse tale autorizzazione. Solo per fare un esempio.
Nei 27 giorni in cui è stato utilizzato, il campo da beach volley è stato un luogo di incontro e divertimento, e un esempio molto apprezzato di come dei semplici cittadini possano costruire e offrire gratuitamente una struttura a tutta la comunità, quando non ottengono risposte da chi li amministra. Sarebbe stato smantellato comunque fra pochi giorni, in quanto temporaneo, ed è stato chiuso solo qualche giorno prima. Tutto il resto sono solo polemiche inutili, e questa vicenda dimostra ancora una volta l’uso strumentale dell’informazione su quanto succede nel nostro paese.
Per chi intende ancora sostenere l’intervento che è stato fatto è ancora attiva la raccolta fondi qui: https://www.gofundme.com/f/campo-da-beach-volley-a-dervio Qualora la raccolta superasse la spesa effettiva, doneremo l’eventuale avanzo alla Parrocchia, che ha creduto fino in fondo a questa iniziativa.
Gli organizzatori
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