Fine della polizia provinciale. Si apre un vuoto ancora irrisolto

26 Giugno 2016 | Lario

ALTO LAGO – Ad alzare la mano per prima è la Prefettura di Como ma la situazione che viene a delinearsi è la medesima per tutta la Lombardia. L’azzeramento della polizia provinciale infatti è destinato a creare strascichi notevoli sui territori.

Arriva dall’Ufficio di governo comasco la comunicazione destinata alla presidente della Provincia Maria Rita Livio sulle problematiche legati al taglio degli agenti e alla relativa interruzione del servizio di reperibilità 24 ore su 24 in una zona come quella dell’alto Lario dove sono frequenti incidenti che vedono coinvolti animali selvatici. Sui quali appunto la competenza è della polizia provinciale. Si tratta di situazioni spesso critiche, casi in cui animali provocano incidenti stradali, oppure vengono ritrovati feriti o moribondi. Senza escludere il contrasto al bracconaggio.

La scomparsa del ruolo di agente di polizia provinciale significa la perdita di professionalità necessarie a intervenire in queste condizioni particolari, con situazioni di sofferenza per gli animali, pericolo per i cittadini, senza escludere le incertezze che ne scaturiranno dal punto di vista procedurale e legale.

La recente riforma istituzionale ha affidato alle Regioni la vigilanza ittico-venatoria sul territorio, tuttavia le stesse Regioni non hanno alcuna autorità in merito di polizia e non è loro concesso creare dal nulla un proprio ufficio di sicurezza che possa sostituirsi alle morenti polizie provinciali. Un vuoto normativo ampiamente prevedibile cui ancora non è stata trovata soluzione.

 C.C.