LECCO – All’interno della Fiera del Libro di Como, il concorso fotografico “Il paesaggio che resiste. Montale, la natura e il tempo delle cose” celebra opere capaci di raccontare il legame profondo tra l’ambiente e la dimensione umana, a partire dai versi del poeta genovese in “Ossi di Seppia“. Tra i finalisti ancora in corsa per il premio spicca lo scatto del valsassinese Claudio Pigazzi, che immortala in un suggestivo scenario notturno la Porta di Prada, formazione rocciosa naturale che caratterizza il versante meridionale del Grignone.

La foto cattura un momento di intensa poesia visiva: il grande arco di roccia, scolpito dal tempo, si staglia sotto un cielo notturno punteggiato di stelle e attraversato da leggere nuvole. Al centro dell’arco, una figura umana in piedi accanto alla croce introduce un elemento di riflessione spirituale e simbolica, in perfetta sintonia con il tema montaliano del concorso. La luce blu che avvolge la scena accentua la maestosità della roccia e crea un’atmosfera sospesa, quasi mistica.

Questa immagine non è solo una testimonianza della bellezza naturale delle montagne lecchesi, ma anche un invito a contemplare il rapporto tra l’uomo e il paesaggio, tra la permanenza della natura e il passaggio dell’esistenza. La Porta di Prada, nella visione di Pigazzi, diventa un varco simbolico tra il tempo delle cose e la memoria che resiste.

A questo link è possibile votare lo scatto di Pigazzi all’interno del concorso fotografico, fino alle 22 di venerdì 5 settembre. La cerimonia di premiazione si terrà sabato 6 alle 15 presso la Fiera del Libro in piazza Cavour, a Como.

RedCult