GRAVEDONA – “La bellezza e l’importanza della legalità” è il titolo del progetto nato dall’idea di Luca Nobile, docente di italiano, storia e geografia all’Istituto comprensivo di Gravedona, che ha come obiettivo l’educazione alla legalità e per oggetto la natura e la funzione delle regole nella vita sociale, i valori civili e la democrazia, nonché l’esercizio dei diritti di cittadinanza.

Oltre alle attività didattico-educative con i docenti, gli studenti avranno la possibilità di confrontarsi con degli esperti on line. Al progetto partecipano cinque classi di terza media, tre di Gravedona e due di Gera Lario, per un totale di cento alunni.



Il dirigente scolastico Samuele Tieghi, ha subito accolto la mia proposta di questo progetto – spiega Luca Nobile – e si è messo a disposizione per inserire il progetto all’interno del programma di educazione civica che è diventata una materia obbligatoria. Nell’incontro di oggi, il secondo, in collegamento on line c’era il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra”.

Il presidente Morra inizia il collegamento ricordando l’insegnamento di Gesualdo Bufalino “Quello per cui sarà un esercito di maestri elementari a sconfiggere la mafia, perché noi dobbiamo combatterla attraverso istruzione e cultura, dimostrando che un comportamento criminale e criminale di stampo mafioso produce danno a chi lo pone in essere…la qualità della vita del boss di cosa nostra della ‘ndrangheta o della camorra è una qualità della vita assolutamente detestabile, assolutamente da rifiutare, sempre che si abbia dalla vita una certa idea e di conseguenza per ottenere quell’idea bisogna investire in istruzione e cultura. Dialogare con i giovani e i ragazzi per arginare il consumo di sostanze stupefacenti e sottrarre a ‘cosa nostra’ la potenziale clientela. Nelle scuole bisogna consentire agli studenti di diventare capaci di intendere e di volere, dotandoli degli strumenti necessari per diventare cittadini a pieno titolo”.

Gli studenti hanno poi formulato delle domande al presidente a cui Morra risposto, una fra tutte posta dalla scuola di Gravedona:

“Se un ragazzo si trova ad affrontare la mafia, come si deve comportare?”
“Non va mai lasciato solo, perché la mafia isola e quando si è soli si è più deboli e in quel caso la mafia distrugge. Il primo obiettivo deve essere quello di costruire un fronte esteso di soggetti che condividano valori democratici e che sappiano combattere queste consorterie. Segnare fatti sospetti alle autorità di pubblica sicurezza, facendo lavorare sempre più giornalisti di inchiesta e pertanto liberi, perché tante volte le mafie non si presentano con la coppola e la lupara ma si presentano con giacca e cravatta e titolo di studio importante e la possibilità di offrire affari parecchio remunerativi. Soprattutto al nord le mafie si presentano sotto forma di commercialisti, promotori finanziari, di dirigenti di banca… Fate attenzione”.

B. G.

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