ESINO LARIO – Dopo la nostra intervista A tutto campo su economia, welfare e scuola con Valerio Ricciardelli dello scorso 30 agosto, nella homepage di Orizzonte Scuola troviamo in prima evidenza una nuova e lunga intervista del nostro columnist, che ancora una volta e in modo incisivo prende di nuovo posizione sulle riforme dell’istruzione tecnica e professionale che sono in corso o prossime di attuazione.

L’occasione di nuove riflessioni, per scuotere i “riformatori della scuola”, è la pubblicazione del primo Rapporto sulla Produttività 2025 del Paese, prodotto dal CNEL, il Comitato Nazionale Energia e Lavoro, un organo di rilevanza costituzionale che svolge una attività di consulenza in materia di economia e lavoro a supporto del Governo, del Parlamento e delle Regioni.

Il nostro esperto evidenzia, come questo nuovo documento strategico molto importante, indichi esplicitatemene e implicitamente un quadro critico delle riforme scolastiche che interessano le professioni tecniche, quelle che servono alle nostre imprese, e sia perfettamente in linea con quanto Ricciardelli ha scritto nel suo libro:  Ricostruire l’istruzione tecnica – Ultima chiamata per rimanere la seconda manifattura in Europa, salvare la nostra economia e preservare il nostro welfare – edito da Guerini Next, e va scrivendo da tempo e con continuità anche sui nostri media.

Nell’intervista rilasciata a Orizzonte Scuola, Ricciardelli suggerisce di nuovo delle misure correttive immediate da attuarsi per evitare il grande rischio che le riforme, finora messe in atto e in gran parte vuote o insufficienti, non consentano di affrontare con la dovuta efficacia la fragilità del nostro sistema produttivo per continuare a rimanere la seconda manifattura in Europa, che è essenziale per il nostro welfare.

Ma ancora Ricciardelli, a viso aperto, mette sul tavolo anche la grande questione salariale, osservando che nessuna crescita economica sarà possibile con politiche di bassi salari e contratti precari, senza dare prospettive future ai nostri giovani. E, ancora una volta, come già ribadito nella nostra ultima intervista, richiama l’importanza di avere seduti ai tavoli delle riforme tutti i soggetti dotati delle responsabilità e delle competenze che necessitano.

Soggetti che oggi mancano.

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