Milano-Cortina, dinosauri e disabilità: l’impronta che dobbiamo lasciare è la “Sala Blu” della stazione di Varenna

Se c’è una propaganda che possiamo permetterci, è quella della civiltà: quella che trasforma una scoperta paleontologica in servizi, accessibilità e futuro. Perché i dinosauri fanno sognare. Ma sono i treni – e il modo in cui accogliamo chi viaggia con disabilità – a decidere se quel sogno resta cartolina o diventa sviluppo vero.

Lo Stelvio: 210 milioni di anni e una scoperta che fa rumore

Nel Parco Nazionale dello Stelvio, in Valle di Fraele, sono state individuate migliaia di impronte fossilizzate risalenti al Triassico superiore: una “pista” che ci riporta a quando sulle Alpi camminavano grandi dinosauri erbivori. È una scoperta capace di accendere l’immaginazione collettiva e, se gestita bene, di alimentare un turismo scientifico che non sia mordi e fuggi.

Il Lario: Lariosaurus e Perleidus, il Triassico “di casa”

Il punto è che questa storia non appartiene solo allo Stelvio. Il Lario ha una pagina triassica altrettanto potente: a Perledo e dintorni, tra calcari e lastre, emergono pesci fossili (come il Perleidus) e soprattutto il Lariosaurus, rettile marino simbolo di un antico mare caldo – la Tetide – che un tempo bagnava anche queste rive. Il progetto Perleidus.org racconta proprio questa eredità, che merita di uscire dal “culto per pochi” e diventare patrimonio condiviso.

La “Sala Blu” a Varenna-Esino Lario-Perledo

Qui il Triassico finisce e comincia il presente. Lario News ha raccontato più volte le criticità della linea e della stazione di Varenna-Esino Lario-Perledo: cantieri, sospensioni, riorganizzazioni, e – soprattutto – una questione che nel 2025 non dovrebbe nemmeno essere discussa: l’assistenza per le persone a mobilità ridotta (PRM) (Ce ne siamo occupati QUI).

Il punto non è “una gentilezza”. È diritto. Quando una stazione resta fuori dal circuito dell’assistenza organizzata, l’accesso al treno rischia di diventare una lotteria: dipende dal caso, dall’umore del giorno, dalla buona volontà di qualcuno. E questo non è compatibile né con un territorio che vuole essere accogliente, né con una narrazione olimpica che promette inclusione e servizi per tutti.

E qui arriva la domanda che brucia: a Bellano si sta intervenendo per eliminare il passaggio a livello: un’opera giusta, gigantesca per scala e investimento. Bene. Ma se bastasse lo “zerovirgola” di quel budget per strutturare un servizio “Sala Blu” (o equivalente) anche a Varenna-Esino Lario-Perledo? Sappiamo bene che non è un problema di soldi. È un problema di attenzione: e l’attenzione, in politica, è intelligenza. È sguardo. È civiltà. Ma dove sono gli Ambassador di Milano-Cortina 2026? E la voce dei Sindaci e Politici locali? I vari circoli di partito?

Milano-Cortina 2026: trasporti “per tutti”

Se Milano-Cortina vuole davvero lasciare qualcosa, il primo lascito è la possibilità concreta, per chiunque, di arrivare, muoversi e partecipare senza ostacoli.

Una cosa da fare (senza aspettare il Giubileo del 2033): mettere la stazione dei treni “Varenna-Esino Lario-Perledo” dentro un circuito di assistenza PRM strutturata (Sale Blu o servizio equivalente), con un punto di incontro chiaro e comunicazione anche in inglese.

Chiudiamola così, senza giri: non vorrei che l’euforia per i sauri – una Sauromania simpatica – diventasse un’altra Wikimania: evento scintillante, selfie e hashtag, ma nessuna ricaduta strutturale.

Renato Ongania

Perledo