Ha una spiccata inclinazione per il verso sbagliato delle cose.
Riccardo Fasoli è così, un collezionista.
Non starò qui a dire di quando voleva essere presidente della Provincia e non lo fu, di quando voleva essere consigliere regionale e non lo fu, di quando voleva essere presidente del BIM e non lo fu, di quando voleva essere presidente della conferenza dei sindaci del lago (da lui inventata!) e non lo fu, di quando voleva essere presidente della Comunità Montana e non lo fu, di quando voleva essere presidente (o almeno vice) del comitato di controllo di Lario Reti Holding e non lo fu. E non diremo nemmeno di quando non porta bene in conto terzi, come quando sponsorizzò Lelio Cavalier come presidente di LRH, e quello – poverino -, per la prima volta in 15 anni non fu riconfermato.
E non vorrei ricordare di quando varò il gruppo dei sindaci civici di centro destra e ci si mise a capo, e annunciò che il gruppo sarebbe cresciuto a dismisura per via dello schifo verso i partiti che non condividevano con lui le nomine, e giù riunioni, foto, comunicati stampa sprezzanti, salvo poi chiudere la baracca appena qualche mese dopo, facendo finta di nulla. E non si vorrebbe qui neppure ricordare del pasticciaccio brutto del campeggio di Mandello, una frittata amministrativa di cui ancora non è chiaro chi pagherà il conto (salato), ma di certo è chiaro l’impatto paesaggistico di quello che qualcuno ha già ribattezzato ecomostro.
E non si vorrebbero nemmeno citare le battaglie donchisciottesche su centri vaccinali, ferrovie, navigazioni lago, sempre tutto in favore di un articolo sulla stampa e in sfavore di risultati concreti. E non si vorrebbero, infine, riesumare, quanto a verso sbagliato delle cose, le dichiarazioni a mezzo stampa che il nostro si sentì di rilasciare all’inizio della pandemia Covid (ma chi glielo aveva chiesto?? a che titolo? essere sindaco autorizza alla qualunque?), quando pontificò sull’apertura/chiusura delle scuole, giusto qualche ora prima di essere travolti tutti dal contagio. Non si vuole qui, insomma, infierire e spremere le meningi della memoria. Non si voleva ma poi, oops, gli aneddoti affiorano così naturalmente che non li si tiene a bada, perché con Riccardo viene così facile.
In realtà si voleva parlare, a proposito di verso sbagliato, dell’ultimo commento del Fasoli via social sul caso Colico in provincia di Sondrio. Eccolo lì, pronto a difendere le posizioni dell’amica e sodale Monica Gilardi, che più civica non si può salvo quando i partiti fanno comodo.
Un bel commento sotto la notizia di LarioNews, proprio pochi minuti prima che l’amministrazione Gilardi&Ielardi incassasse la più clamorosa débacle immaginabile sulla questione del cambio provincia: annullamento dell’avvio della procedura, sconfitta sul numero delle firme, accettazione della richiesta delle minoranze di effettuare il referendum da sempre negato (forse anche come ciambella di salvataggio essendo andati sotto con le firme). E lui eccolo lì, zacchete, la sua firma sotto le cose andate per il verso sbagliato non poteva farla mancare. Un’altra tacca, ancora una figurina nell’almanacco, ancora a cointestarsi un rovescio. E nonostante i suoi nuovi dioscuri di Fratelli d’Italia, il partito che un po’ bordeggia e un po’ no, su Colico avessero una posizione di netta contrarietà rispetto al passaggio con Sondrio.
Solo una cosa, va riconosciuto, gli va sempre per il verso giusto, ovvero la stabile occupazione della cadrega di sindaco che allontana lo spettro del ritorno al lavoro di bancario. Su questo, salvo rovesci e grazie alle doti (innegabili) di buon amministratore, scommetterei due pezzi di cacio che alle prossime elezioni possa continuare a indossare la fascia tricolore e non doversi reintegrare in banca. Magari, è il consiglio, sarà il mandato in cui occuparsi solo di Mandello e smetterla di collezionare abbagli al di fuori dei riflessi del lago.
Il Lasco 2025
