Morire per i funghi. I consigli del Cnsas: “Scarpe, preparazione e prudenza”

18 Settembre 2020 | Lario, Lecco, Valsassina

LECCO – La ricerca dei funghi è una passione meravigliosa che avvicina le persone all’ambiente naturale non disdegnando altri aspetti, quelli culinari, ad esempio, altrettanto gratificanti. Parlare di funghi significa parlare di bosco, spesso di montagna e, quindi, di terreno difficoltoso, alle volte di vero e proprio ambiente ostile. Un bosco impervio può sottoporre il cercatore a notevoli ostacoli di marcia considerando che, di regola, vengono abbandonati i sentieri più comodi per addentrarsi verso zone meno battute e più propizie alla raccolta.

Il Cnsas (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) registra ogni anno diverse centinaia di interventi a favore di “fungiatt” in difficoltà con qualche decina di vittime sull’intero territorio nazionale (in un’annualità superate le 45 vittime). Spesso, gli interventi di ricerca e soccorso ai fungiatt si dimostrano particolarmente difficili per la stessa individuazione precisa della zona dove il fungiatt è disperso e per il successivo recupero.

La scivolata va considerata come il pericolo maggiore, mentre non di rado vengono soccorse persone colte da malore, presumibilmente generato da eccessivo affaticamento anche spesso correlato all’età.

I consigli che si possono dare sono pochi, a volte banali, ma comunque importanti.

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DECINE I FUNGIATT MORTI, SPESSO È COLPA DELLE SCARPE. I CONSIGLI DEL CNSAS: “IL BOSCO È OSTILE: SERVONO PRUDENZA E PREPARAZIONE”