DERVIO – Sono nate in riva al lago di Como, una già in esercizio col nome di Ambrosiana, mentre in cantiere un’altra nuova, dall’aspetto ancora grezzo, sta crescendo. Sono le motonavi autoctone, ibride, che a poco a poco solcheranno le rotte del Lago di Como.
Vengono costruite nel cantiere di Dervio dell’Ente navigazione laghi, che oltre al nostro gestisce il trasporto acqueo pubblico anche del lago Maggiore e di quello di Garda.
La nuova generazione è ibrida, significa che approda utilizzando energia elettrica, una soluzione progettata con il fine di diminuire l’inquinamento da fumi nell’area del porto e anche il rumore. Si tratta di investimenti di decine di milioni di euro, ogni motonave infatti ne costa non meno di sei e può superare i sette milioni.
Quella che vediamo in assoluta anteprima nell’intervista qui sotto a Pietro Marrapodi, gestore governativo dell’Ente, sarà la terza e ultima di questa tipologia. Successivamente la progettazione si sposterà sui catamarani, pensati per filare veloci e servire i flussi degli studenti pendolari.
Alle spalle c’è l’idea strategica di un lago che diventa autostrada. Veloce e capace di alleggerire o affiancare la delicata circolazione terrestre delle nostre due riviere, lungo le quali corrono arterie strategiche per tutto il territorio.
N. A.
