BELLANO – La Pesa Vegia di ieri sera ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di unire storia, rito e spettacolo. Nonostante il freddo pungente, il paese si è riempito di residenti e visitatori che hanno seguito con entusiasmo ogni passaggio della rievocazione, arricchita dall’apertura straordinaria dell’Orrido e da un corteo ricco di suggestioni.

Perché si festeggia la Pesa Vegia

La Pesa Vegia ricorda un episodio del 1533, quando Bellano ottenne dal Governante spagnolo del Ducato di Milano il permesso di continuare a utilizzare le vecchie unità di misura – le “pese veccie” – invece di adottare quelle nuove imposte nel resto del territorio.

Per la comunità dell’epoca, quella concessione significava proteggere l’economia locale, mantenere stabilità nei commerci e preservare un pezzo della propria identità. Da allora, la festa è diventata un simbolo di autonomia, continuità e orgoglio comunitario, trasformandosi nel grande rito collettivo che conosciamo oggi.

Il presepe vivente: il rito che apre la serata

La manifestazione si è aperta con il presepe vivente, che ha animato il centro storico con figuranti, luci calde e scene curate nei dettagli. Il pubblico, numeroso nonostante il gelo, ha seguito con attenzione ogni quadro.

Il Parlamento: la storia che prende voce

Il tradizionale Parlamento ha riportato in scena la concessione delle antiche misure. Gli attori in costume hanno ricreato l’atmosfera del XVI secolo, offrendo un momento di teatro popolare che rinnova ogni anno il legame tra Bellano e la sua storia.

La lettura di Fuentes: un momento di ascolto collettivo

Molto apprezzata anche la lettura di brani di Fuentes, che ha aggiunto una nota letteraria e contemplativa alla serata. Le sue parole hanno risuonato tra le vie del borgo, creando un momento di silenzio e attenzione condivisa.

L’Orrido aperto: una suggestione unica

Tra le sorprese più apprezzate, l’apertura straordinaria dell’Orrido, che ha permesso ai visitatori di attraversare uno dei luoghi più iconici di Bellano proprio durante la festa. Luci, acqua e risonanze naturali hanno creato un’atmosfera quasi teatrale.

L’arrivo del Governante: fuochi e solennità

In ordine di programma, il Governante è arrivato per primo, accolto dalla folla e accompagnato dal cerimoniale storico.
È stato proprio in quel momento che il cielo si è illuminato: i fuochi d’artificio sono stati sparati esclusivamente al suo arrivo, sottolineando la solennità della concessione del 1533 e dando alla piazza un’esplosione di luce e colore riflessa nel lago.

I tre Re sui cammelli: il momento più atteso

Dopo l’arrivo del Governante, il corteo ha proseguito fino al momento più atteso della serata: l’ingresso dei tre Re Magi, montati sui cammelli, accolti da un entusiasmo palpabile.
Il loro passaggio ha trasformato il borgo in un grande palcoscenico, incantando grandi e piccoli e chiudendo la rievocazione con un’immagine potente e simbolica.

C.A.M.