LECCO – Reazioni all’insegna dello sconcerto, dell’incredulità e della perplessità dopo la sentenza che ha posto, provvisoriamente, la parola fine al cosiddetto “caso Gilardoni” con le assoluzioni di tutti gli imputati rimasti in causa a partire dall’ex capo del personale della grande azienda mandellese, Roberto Redaelli.

“Difficile credere che tutti, una sessantina di persone diverse e in posizioni differenti, si siano inventati tutte le accuse; era un sistema di dominio pubblico, che adesso pare quasi una invenzione di massa…” così commenta Maurizio Oreggia, segretario generale della Fiom CGIL di Lecco che dal 2011 al 2014 ha seguito in prima persona la vicenda Gilardoni.

“In ogni caso se c’è una sentenza, ci saranno anche delle ragioni. Al momento non mi sento di dire altro, se non che dopo l’esclusione dal processo di Maria Cristina Gilardoni non sapremo mai le sue autentiche responsabilità dato che la sua posizione è stata stralciata. Mi domando Comunque come “il fatto non sussista”, mi sembra tutto surreale – ai limiti dell’assurdo. Ora verificheremo con gli avvocati che cosa fare, naturalmente alla luce delle motivazioni di questa sentenza che attendiamo di certo con grande attenzione”.

S. T.

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