Perledo. De Giambattista vs Signorelli, il duello degli ‘ex amici’

28 Luglio 2020 | Perledo/Esino, Politica

PERLEDO – Lunedì sera “straziante” in consiglio comunale quando un ex primo cittadino come Carlo Signorelli ha presentato la sua mozione  di sfiducia nei confronti del borgomastro in carica Fernando De Giambattista.

Ma prima ancora che nel merito della richiesta – respinta con i 5 voti della ormai risicata maggioranza più quello dello stesso  -, colpisce la situazione venutasi a creare in paese, con una lunghissima amicizia e collaborazione amministrativa andate in frantumi, fino alla rottura finale consumatasi ieri in aula.

Ecco allora i passaggi fondamentali della “disfida”, con gli interventi di Signorelli e del sindaco in carica raccolti da Lario News e riproposti di seguito. 

Signorelli
Signor Sindaco, Signori Consiglieri. Qualunque sia l’esito di questa mozione, è fin troppo chiaro a tutti che domani inizia la campagna elettorale per le amministrative che, a nostro avviso, si devono tenere quanto prima possibile per dare a Perledo un’amministrazione rappresentativa, autorevole ed efficiente. Quello che dovevamo dire a Voi e alla comunità perledese lo abbiamo scritto nella mozione. Quindi mi limiterò a un commento che parte da un concetto. Anche a livello di un piccolo comune, ci sono tre connotati imprescindibili che devono regolare la vita politico-amministrativa:

1 il mandato popolare
2 l’efficienza dell’azione amministrativa
3 l’etica istituzionale.

Ebbene a noi pare che a Perledo, in questa fase, manchino tutte e tre queste componenti. Cercherò di spiegare il perché se avrete la cortesia istituzionale di ascoltarmi.

Il mandato popolare.

È fin troppo evidente che questa amministrazione sia nata in continuità con le precedenti due, i cui successi di investimenti, di immagine e di consensi non hanno bisogno di commenti. Solo chi ha le fette di salame sugli occhi o è animato da invidia lo può negare. E’ anche assodato che, se non fosse stato per il sottoscritto e per il consigliere Fabio Festorazzi, De Giambattista non avrebbe mai fatto il Sindaco di Perledo per i motivi ben narrati nella mozione.
È possibile, cari consiglieri, che in 4 anni cambino le cose, certo. E’ possibile che dallo scranno più alto di Perledo (la famosa “cadrega”) ci sia un osservatorio privilegiato per misurare il consenso popolare. E’ possibile che Venini sia l’amministratore più forte oggi e che De Giambattista veleggi verso il secondo mandato. Tutto è possibile in politica: ma se sono mutate le condizioni di partenza si abbia il coraggio di tornare dal popolo sovrano e proporsi con uomini, donne e programmi diversi per un nuovo mandato popolare; non si mettono da parte i consiglieri che hanno contribuito in modo decisivo alle elezioni invocando il diritto costituzionale. E nemmeno si fa passare sottobanco l’idea che l’amministrazione Signorelli ha lasciato problemi o “scheletri negli armadi” come qualcuno di voi ha detto. Se avete trovato qualche scheletro dite quale, per noi sono solo pratiche amministrative in itinere che non avete saputo gestire al meglio.
Ma c’è un altro dato di fatto inconfutabile: questo consiglio ha 10 consiglieri ed è diviso sui grandi temi in due, 5 a 5. Significa che non c’è più una maggioranza. Può essere approvata una delibera col voto decisivo del Sindaco ma il Consiglio resta spaccato e il Sindaco dipende dai suddetti 5; al punto che un raffreddore può determinare l’esito di una votazione; deve stabilire orari e giornate in cui tutti sono disponibili; per non parlare della difficoltà di gestione del gruppo. Non la invidiamo, Sindaco!
A nostro modesto avviso questa situazione, anche in un comune come Perledo, è una condizione di cui prendere atto – magari con disappunto – e tornare al voto. Poi vinca il migliore.
E consiglio Venini di trattenersi da trionfalistiche affermazioni su chi ha o meno consenso popolare. Lui ne ha sempre avuto pochino: solo 8 voti di preferenza nel 2016 e pochi di più nel 2006. Gli ricordo che da questa parte c’è chi di elezioni a Perledo ne ha vinte 6 senza mai perderne una. Quindi abbia rispetto e attenda i prossimi risultati prima di esultare.

Per l’efficienza dell’azione amministrativa ci siamo chiesti in questi mesi di lockdown se davvero eravamo esagerati noi a criticare azioni e programmi di De Giambattista e soci. Tralasciamo i singoli progetti, ci sarà modo di parlarne in campagna elettorale; anche della “grande bufala” del metano con la quale, con una azione disperata, state illudendo molti perledesi. Su questo tema chiederemo che sia dedicato un intero Consiglio comunale nelle prossime settimane. Fermiamoci quindi ai dati oggettivi:
· Non è stato approvato il bilancio previsionale al 31 dicembre come molte amministrazioni limitrofe hanno fatto;
· Il Rendiconto 2019 è stato presentato fuori dai termini;
· L’amministrazione impiega 45 giorni per evadere le richieste di occupazione di suolo pubblico: e siamo un comune turistico
· Avete impiegato più di 60 giorni per pubblicare una delibera consigliare (interrogazione del Lido)
· Avete un sito internet non aggiornato dove non si trovano neppure i componenti corretti delle commissioni comunali e neppure il calendario della raccolta dei rifiuti;
· Avete sospeso l’uscita del bollettino informativo comunale, molto apprezzato nei 10 anni precedenti
· Avete sospeso le benemerenze civiche, ferme al 2015
· C’era il gratta e sosta, apprezzato e utilizzato dai turisti e l’avete abolito “per scelta politica”, come dite voi
· Non è stata fatta una campagna specifica per la raccolta del 5 per 1000 a favore di interventi sociali
· Non avete sorvegliato sui lavori di miglioramento dell’esercizio commerciale Lido, ancora al palo
· Avete fatto scadere un vincolo preordinato all’esproprio che poteva essere utile per fare un parcheggio pubblico
· Siete l’unico comune d’Italia che, coprendosi di ridicolo, non ha concesso l’occupazione di suolo pubblico per attività commerciali a un bar

Caro Sindaco, caro capogruppo, non affannatevi a leggere l’ennesimo elenco delle opere fatte, lo conosciamo già. Il confronto con il passato non regge comunque. Ci costringereste a leggervi, in replica, i 135 interventi fatti dall’amministrazione Signorelli 1 (dove De Giambattista era Vice) o i 10 milioni investiti in 10 anni. In questi 4 anni il calo è stato del 90%.

Infine l’etica istituzionale, vera ragione di questa mozione di sfiducia. Lei Signor Sindaco rappresenta tutti i cittadini ed è responsabile del corretto funzionamento dell’Ente di cui è a capo ma anche della dialettica e dell’etica istituzionale. Non può permettere che alcuni suoi consiglieri ne offendano altri. Le abbiamo chiesto più volte di intervenire e censurare. Lei lo ha fatto solo in pochissimi casi e soprattutto non l’ha fatto quando il Vicesindaco ha dato della fannullona a una nostra consigliera e quando il capogruppo ha scelto la via dell’offesa personale e dell’illazione nei miei confronti per argomentare scelte di politica locale. A dire il vero sulla definizione di fannullona ci aspettavamo scuse pubbliche e anche la solidarietà degli altri consiglieri, almeno dalle signore per una solidarietà di genere. Lei Signor Sindaco ha più volte tolto la parola ai consiglieri, in sfregio ai regolamenti vigenti alimentando così rancori evitabili. Non è da meno il suo Vicesindaco, prossimo candidato Sindaco, come si vocifera. Guardi Consigliere Venini che scrivendo sui social frasi come figura di m…, godo come un riccio, ecc. non si acquisiscono voti e consensi, si perdono. E di questo ne siamo certi – se è vero, come è vero, che da più parti ci hanno chiesto di denunciare pubblicamente il vostro tradimento politico, di non fare sconti né trattative e di proporre una squadra vincente che per ora ha una certezza: non comprenderà alcuno di voi.

Lei, Sindaco, ha una grandissima responsabilità per la situazione creatasi: non ha fermato l’emorragia di fuoriuscite reagendo con arroganza e supponenza; due caratteristiche che forse possono funzionare bene nelle dinamiche aziendali ma non in un’amministrazione pubblica. Siamo certi che lei abbia pensato se valeva davvero la pena non concedere un assessore (o anche il solo capogruppo) al nostro gruppo che, legittimamente, glielo ha chiesto. E a dire il vero lei lo ha promesso in un incontro con noi, ma con un ritardo di sei mesi, cosa che non fu accettata.

Signor Sindaco, questa sera lei ha l’ultima occasione per un gesto di alta valenza istituzionale che la riabiliterebbe davanti ai suoi concittadini, ai colleghi amministratori della nostra provincia (alcuni in grande imbarazzo) e agli organi politici provinciali a cui lei non manca di fare continue chiamate di aiuto e di mediazione. Dia le dimissioni spontaneamente al termine di questo dibattito. Dimostri di avere coraggio e di tornare dagli elettori a chiedere fiducia per un secondo mandato. Se non lo fa passerà – ne siamo certi – sette lunghi e difficili mesi senza riuscire a cambiare il destino di questo mandato: opaco come è stata opaca tutta la vostra azione amministrativa, soprattutto quando sono iniziate le fuoriuscite. E poi inizierà presto – anzi è già iniziato – un dualismo per la candidatura a prossimo sindaco a cui noi assisteremo come si dice in quel proverbio cinese: “Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico”.
Perledo merita di più e noi, da domani, iniziamo comunque la campagna elettorale per ridare a Perledo un’amministrazione autorevole ed efficiente.
Grazie“.

De Giambattista
I cittadini di Perledo devono conoscere la realtà dei fatti e il punto di origine di una contrapposizione inutile e sterile. La contrapposizione dei consiglieri scissionisti nulla ha da vedere con il buon funzionamento dell’amministrazione ma altro non è che il desiderio di imporre gli interessi di una “parte politica”, per una loro “convenienza politica”, cercando di imporre, anche in modo ricattatorio, la chiusura anticipata di questo mandato amministrativo e andare a elezioni a settembre. Quando i quattro Consiglieri sottoscrittori della mozione, si sono dissociati dall’attuale maggioranza, attraverso un atto di scissione e costituendo un nuovo gruppo consigliare, di fatto di opposizione, hanno presentato un “proprio programma”, diverso da quello originario approvato dal gruppo consigliare per cui erano stati eletti. Legittimo cambiare idea politica ma le cose da fare erano scritte e firmate da tutti i candidati e fare un voltagabbana è mancare di rispetto verso chi vi ha votato. Quindi, lo ripeto un’altra volta, prima le regole e poi le convenienze di parte, sempre nei rispettivi ruoli: la maggioranza fa la maggioranza e l’opposizione fa l’opposizione. Il sindaco e il gruppo di maggioranza perseguono il programma con cui sono stati eletti, che può sempre essere integrato, migliorato, corretto, anche con 53 emendamenti al bilancio proposti dai consiglieri scissionisti, purché non siano espressi nella forma ricattatoria come è stato fatto. Certamente il programma dell’amministrazione non può essere subordinato al programma del prof. Signorelli, sia pure ben tornato dopo tre anni e mezzo di parecchie assenze, e degli altri consiglieri scissionisti. Il sindaco ricorda che dall’inizio legislatura alla fine dello scorso anno il consigliere Signorelli è stato assente per ben il 70% delle riunioni del consiglio comunale. Tra l’altro da parte del prof. Signorelli era venuta la sua proposta di non portare il metano alla Sacra Famiglia, perché l’operazione non avrebbe “portato voti”. Posizione non condivisibile per sindaco e maggioranza che la pensano completamente in modo diverso, sia nel merito che nel metodo. Il sindaco e il gruppo di maggioranza non ragionano e non operano solo in funzione di ciò che “porta voti”, ma di ciò che serve alla Comunità, perché è così che si serve il bene pubblico. La “narrazione” dei fatti per chiedere la sfiducia è stata costruita per dare una valenza territoriale a una vicenda che ha solo rilievo politico. Tutto ciò deve essere derubricato in interessi politici e personali di una parte, che i cittadini non capiranno e non saranno disposti ad accettare“.
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L’ARTICOLO DI IERI SERA SU LARIO NEWS:

Perledo. Il sindaco ‘si salva’ ma il consiglio è spaccato: 5 contro 5