DERVIO – “Ancora una volta mi vedo costretto a dover intervenire dopo l’incidente di questa notte a Dervio e a rispondere alle polemiche assurde di qualcuno capace di sostenere che “gli attraversamenti pedonali non servono a nulla” “o ne sono la causa…?”. Purtroppo le cause sono altre e ben visibili, il Comune e la Provincia lavorano per cercare di garantire sicurezza a tutti e ogni attività fatta migliora la situazione anche se a qualcuno viene il mal di pancia”.

Il sindaco di Dervio Stefano Cassinelli reagisce così a ciò che sta facendo parecchio discutere nel borgo lariano, e diffondendo anche il video di quello che è accaduto questa notte: il 32enne che guidava la macchina prima si è sdraiato sulla Provinciale, dopo è salito in auto andando sulla corsia sbagliata per circa 200 metri fino a schiantarsi contro un albero e abbattendo un cartello stradale.

“Pubblicare questo video – spiega il sindaco – serve a far capire quello che succede nelle strade, serve a far capire che un attraversamento pedonale protetto può salvare una vita, serve a far capire che gli autovelox sono dei deterrenti, serve a far capire che ogni strumento di controllo è necessario anche se sembra non bastare mai. Serve anche a far capire quello che purtroppo accade sulle strade perché gli incidenti succedono ma quando ci si mette alla guida in tali condizioni si può uccidere“.

“La scorsa notte è andato tutto per il meglio perché il giovane alla guida non si è fatto male e soprattutto nessuno lo ha investito mentre stava sdraiato sulla provinciale, diventando poi il mostro che ha travolto un ragazzo, e nessuno è stato colpito dall’auto contromano o mentre si ribaltava. Ma trovare persone che pur di criticare questa amministrazione, che ha fatto interventi necessari da anni, arrivano a scrivere idiozie su Facebook non andando al cuore del problema, che in questi video è evidente, mette davvero tristezza”.

“Qui il problema non è un goccio di alcol, il problema è mettersi alla guida in quelle condizioni e rischiare la vita propria e di altri innocenti” conclude Cassinelli.

 

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