DERVIO – Sono giorni ormai che prosegue uno scontro acceso in quel di Dervio. La questione che infervora gli animi dei cittadini è la potabilità delle acque, tuttavia poche erano le persone che hanno partecipato all’assemblea indetta sul tema.

“Siamo qui per parlare di tutto il rebelot delle acque, per capire cosa succede alla nostra acqua” apre Stefano Cassinelli l’assemblea. Come spiega anche il biologo Mattia Ferraroli, che è intervenuto, l’acquedotto principale che serve le case è distinto da quello che serve le fontane denominate Fontanino e Sedeia. Negli ultimi anni sono state fatte 79 analisi e solo 6 sono risultate non conformi e subito il gestore di rete si è prodigato a riconfermare la potabilità. “Rimane comunque il fatto che chiediamo a Lario Reti di effettuare esami più frequenti sulle acque a disposizione”.

L’amministazione ha notato un numero maggiore di analisi sulla fontana di Corenno, e la domanda sorge spontanea: come mai? In quel momento si è scoperto che l’acqua dell’acquedotto di Corenno è la stessa della fontana. L’antichità delle condutture rende le diramazione delle tubature un vero e proprio labirinto non facile da capire. Da ciò si deduce che in tutto l’abitato l’acqua che sgorga dai rubinetti non è potabile.

Ora le acque si possono dichiarare conformi perché Lario Reti si è prodigata a inserire nei bacini di raccolta delle pastiglie di cloro che hanno “disinfettato” le acque, però ciò comporta ora un livello altissimo dell’elemento nell’acqua, che andrà a scemare essendo volatile. Sarebbe questa una vicenda della quale solo alcuni erano a conoscenza mentre i cittadini non erano stati informati.

Nel frattempo la società di distribuzione ha deliberato che a breve verrà installato un impianto di rilascio di cloro a batteria, per rendere il servizio di potabilità continuativo.

Nella serata si evince che la stessa mancanza di informazione è stata fatta negli anni per le altre due fontane di Dervio. “È assurdo che in tutti questi anni non sia mai stata fatta una ordinanza di non potabilità, ce ne sono solo due e fatte da me” commenta Cassinelli.

“In uno storico di quattro anni ben 21 analisi consecutive stanno portato lo stesso risultato: acque non conformi. Grande ammanco dell’Ats che dovrebbe garantire la salute di tutti. Tra chi va in pensione e chi è in ferie non hanno saputo dirci quando interverranno” commenta il sindaco. “Ora bisognerà monitorare ed intervenire per rendere tutte le acque conformi agli standard imposti”.

Il biologo Ferraroli comunque rassicura tutti: “Le acque non sono conformi ma da qui a dire che se la si beve si muore ce ne vuole”.

“È diritto di tutti i cittadini sapere – conclude Cassinelli – e mio compito di informarvi, dunque faremo altre di queste assemblee pubbliche. Io stesso bevo l’acqua del Fontanino e avrei voluto essere informato”.

Michela Riva

 

LEGGI ANCHE

Dervio. Vassena sulle fontane non potabili: “Dette cose non vere”

Dervio. Sottovalutata per anni l’acqua non potabile delle fontane?