Cigno nero. Evitare di avvicinarsi troppo, “Pane e farinacei non sono adatti a loro”

28 Giugno 2020 | Lario

NOVATE MEZZOLA – Nel lago di Mezzola da qualche settimana si aggira un esemplare di cigno nero, un animale che raramente fa la sua apparizione in Italia. Da quando ha fatto la sua comparsa sempre più persone, a quanto pare, cercherebbero di attirarlo a riva, buttandogli dei pezzi di pane o simili. Un comportamento assolutamente da scoraggiare, come spiega il responsabile Wwf Valtellina Valchiavenna, Villiam Vaninetti.

“La prima regola, da tenere sempre a mente – afferma – è che l’uomo verso il selvatico porta sempre disturbo. Quindi l’indicazione principale deve essere quella di non avvicinarsi troppo all’animale. Se poi gli si dà persino da mangiare, diminuiamo le sue capacità di procurarsi da solo ciò di cui ha bisogno. Anche con un intenzione buona si possono fare dei danni. Pane e cibi farinacei non sono alimenti adatti a loro, gonfiandosi una volta ingeriti, potrebbero fare del male, anche seriamente, al cigno”.

In arrivo, per dissuadere le persone da questi comportamenti, anche una serie di cartelli, pensati dal servizio faunistico della Provincia di Sondrio. “Il suggerimento ci è arrivato dai volontari della Cooperativa San Fedele di Verceia – spiegano – il foraggiamento è una pratica da non mettere in atto con la fauna selvatica. Potrebbe portare l’animale a fidarsi eccessivamente dell’uomo, creando possibili conflitti. Inoltre, si ciba di sostanze vegetali, il pane e la farina non rientrano nella sua dieta. Alcuni anni fa, in Francia, sono morti diversi esemplari e le analisi fatte hanno evidenziato come la causa fosse proprio il cibo dato loro dagli stessi turisti”.

Giovanni Meroni

Foto in anteprima da: facebook