Covid e prevenzione. Il tumore non va in lockdown: parla il medico

26 Ottobre 2020 | Cultura, Lario, Ovest, Politica

GRAVEDONA ED UNITI – Il mese di ottobre è abitualmente legato alla prevenzione dei tumori femminili, in particolare il carcinoma della mammella che si manifesta nel 12% delle donne.

Nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria del Covid-19 gli esami diagnostici hanno subito un ritardo di quattro/sei mesi sulla calendarizzazione dei controlli. Per questo motivo oggi abbiamo intervistato il dottor Giorgio Maria Baratelli, chirurgo senologo presso l’Ospedale Moriggia-Pelascini di Gravedona, presidente della Lilt di Como e ideatore della rubrica che ogni settimana si occupa di temi medici.

Dottor Baratelli, ha ancora senso parlare di prevenzione in questi tempi?
“La gente ha paura ed è focalizzata sul Covid. Penso che andremo incontro a un’altra chiusura (quasi totale) e le visite di prevenzione saranno le prime a saltare”.

Per quanto riguarda gli interventi chirurgici, come vi comportate?
“Gli interventi chirurgici sono limitati a quelli strettamente necessari. Sono angosciato al pensiero di dover rivivere e riaffrontare le difficoltà di marzo e aprile. Da 20 sale operatorie alla settimana siamo stati costretti a limitare le attività chirurgiche di tutto l’ospedale ad una solo sala operatoria a settimana”.

Il tumore non va in lockdown; maggiori visite di prevenzione servirebbero?
“Con tutte le mie forze posso fare visite di prevenzione scaglionate, anche di notte, ma quello che mi serve è una sala operatoria dove poter fare l’intervento, con un anestesista disponibile ad addormentare la paziente. Gli anestesisti sono pochi e impegnati a far funzionare i ventilatori dei pazienti covid in terapia intensiva”.

Lei oltre che esperto nel campo della senologia è un medico dal cuore grande, cosa pensa delle donne che in questo periodo scoprono di avere un tumore?
“Sicuramente mi pongo molte domande: cosa facciamo? scegliamo in base all’età chi deve essere operata prima e chi dopo? Tutto questo è giusto? Soprattutto, essere malati di tumore di per se è brutto, adesso è doppiamente brutto”.

Cosa prova lei, personalmente, in questo momento?
“Tristezza , molta tristezza”.