STRASBURGO (F) – L’obiettivo è continuare a ridurre gli incidenti stradali. È vero, negli ultimi anni il numero di sinistri mortali è progressivamente calato, in particolare per le severe pene applicate alla guida in stato d’ebbrezza, per l’inserimento della patente a punti e per le auto sempre più sicure. I dati parlano chiaro, secondo Aci e Istat infatti in Italia dal 2002 al 2013 il numero di morti sulla strada si è dimezzato: da 7mila nel 2002 ai circa 3.500 del 2013.

Quanto preoccupa però è che dal 2014 i nefasti numeri sono tornati timidamente a crescere. La causa? La capillare distribuzione degli smartphone e l’utilizzo di essi anche alla guida che distrae il conducente. I costruttori di auto – dalla loro – si sono già impegnati a realizzare dei sistemi in grado di connettere il cellulare al sistema di infotainment della vettura, rendendo l’utilizzo del telefonino meno “distraente”.

Però non basta ed ecco che divengono sempre più necessari gli ausili alla guida come la frenata automatica di emergenza e il mantenimento di corsia, che provvede a calibrare la vettura al centro della carreggiata, anche intervenendo sullo sterzo, scongiurando – nei limiti del possibile – un’eventuale invasione della corsia opposta. Si tratta di sistemi già disponibili oggi su gran parte delle vetture in commercio, ma sono optional spesso costosi e alla quale il consumatore rinuncia. Una delle ultime novità in questo ambito è un dispositivo a bordo capace di rilevare alcol nel conducente e di conseguenza impedire l’avviamento del motore.

A poche settimane dalle elezioni europee, il parlamento dell’Unione ha approvato in via definitiva un regolamento che imporrà a tutte le case automobilistiche di montare di serie su tutti i modelli i principali dispositivi di sicurezza. Non subito, sia chiaro, serve del tempo perché i costruttori si possano adattare alla nuova norma: la scadenza è stata fissata per il 2022.

Poi certo, questo tipo di tecnologia non deve autorizzare il conducente a distrarsi, anzi: l’attenzione alla guida va sempre e comunque mantenuta alta. Il numero di persone al cellulare e alla guida che si incrociano anche per le nostre strade è comunque troppo elevato. E questa legge può essere vista come un’accortezza in più che, in alcuni casi, potrebbe salvare delle vite. Ma l’educazione e l’attenzione per la vita – altrui e propria – è ben altra cosa, che non dipende solo dalle leggi.

Alessandro Tonini
atonini@iperg.net