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Gilardoni. Il processo parte col testimone chiave, ma serve tempo per le intercettazioni

10 ottobre 2018 | Lario, Lecco, Mandello

LECCO – Si apre con il testimone chiave il processo Gilardoni, nella prima udienza del 12 dicembre è atteso infatti Marco Cadeddu, ora alla Digos di Bergamo ma all’epoca capo della Mobile di Lecco e titolare delle indagini sulle presunte violenze e vessazioni alla Gilardoni Raggi X di Mandello del Lario.

Quest’oggi in aula il processo è stato aggiornato per permettere invece di concludere l’acquisizione e la trascrizione della quarantina di intercettazioni, sia telefoniche sia ambientali. Non sono bastati dunque i previsti 60 giorni per sbobinare l’intero materiale che il Pm Silvia Zannini considera decisivo ai fini del procedimento; il giudice Martina Beggio ha così concesso altro tempo al perito Giuseppe Musella.

Come noto, la causa vede l’ex titolare Maria Cristina Gilardoni e l’allora direttore del personale Claudio Redaelli chiamati a rispondere di presunti maltrattamenti e lesioni, mentre l’ipotesi formulata nei confronti di Andrea Ascani Orsini e Maria Papagianni è quella della colpa “in vigilando”.

RedCro