LECCO – Il Prefetto di Lecco Michele Formiglio ha disposto una interdittiva antimafia nei rapporti con la Pubblica Amministrazione nei confronti del 34enne Jonathan Scarpato, originario di S. Giorgio a Cremano (NA), titolare della J. Cars società di compravendita all’ingrosso e import-export di autoveicoli con sede legale in un appartamento di Lierna e operativa a Mandello del Lario.

L’uomo, domiciliato a Lierna ma “emigrato” anagraficamente a Portici, ha precedenti con la giustizia e le sue frequentazioni (amicizie e parenti) vengono ritenute pericolose. Nell’interdettiva del Prefetto si ravvisa la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa “tendenti a condizionarne le scelte e gli indirizzi”.

A carico di Scarpato, numerose note informative riservate delle forze dell’ordine: l’uomo è stato individuato in varie occasioni in compagnia di soggetti definiti “poco raccomandabili”, tra i quali sorvegliati speciali, persone collegate a traffici di armi e droga, a rapine, furti, sequestri e fatti di sangue nonché a indagati proprio per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Inoltre, il nominativo del commerciante d’auto e queli di alcuni suoi familiari compaiono diverse volte accanto a quelli di Franco Coco Trovato, in carcere con il temibile “41 bis”, coinvolto nelle maggiori inchieste sulla mafia del lecchese e non solo – dall’indagine Wall Street del 1995 attraverso altri casi e fino alla recente Metastasi – nella quale è inserita un’altra società dello Scarpato, la Diablo Cars con sede a Mandello e attualmente inattiva.

Sempre in quella clamorosa operazione che ha portato a diverse condanne, spunta il suo nome quando nell’ambito di un recupero di un credito viene inviato in un cantiere, insieme ad altri due soggetti implicati nell’inchiesta, per quella che viene colta come “attività minatoria” dal titolare dell’impresa visitata da Scarpato e i due sodali.

RedCro