Fuentes. Agriturismo del forte abbandonato e da bonificare. Paga pantalone? Le foto

27 Marzo 2017 | Alto Lario/Colico, Colico, Lario, Lecco, Valsassina

COLICO – È già in pieno stato di abbandono l’agriturismo Forte di Fuentes inaugurato nel 2010 e gestito per soli cinque anni dalla cooperativa sociale Kwa Kusaidia, fallita nell’aprile 2015 lasciando non pochi grattacapi agli enti pubblici che le avevano dato fiducia affidandole questo e altri progetti.

Fuentes KWA Kusaidia Prima-Dopo OK

La struttura venne aperta nell’ottobre di sette anni fa, ma la sua agonia è terminata da oltre un anno. Le immagini di questi giorni mostrano chiaramente la situazione in cui imperversa il complesso, sorto ai piedi dell’omonima costruzione militare secentesca e che tutto sembra meno che un degno biglietto da visita.

fuentes kwa shop-CM

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Eppure per qualche periodo l’agriturismo ha funzionato: c’è chi ricorda movimento di curiosi e turisti, avventori e amanti delle passeggiate. Il tutto è però durato meno di un lustro e, nonostante il portale e-commerce della Comunità montana (una delle tante incompiute del web marchiato Fornace) lo annoveri tuttora tra le offerte, ciò che ne resta sono finestre sprangate, rovi, materiali di risulta, pattume, elettrodomestici, un immancabile deposito di eternit a cielo aperto e una meno scontata roulotte.

Dunque non c’è solo il fittizio parco ai Piani delle Betulle nella lista dei fallimenti della cooperativa Kwa Kusaidia di Vito Maria Straniero insieme ai progetti di Provincia di Lecco e Comunità montana Valsassina Val Varrone Val d’Esino e Riviera (approfondisci qui la vicenda), anche l’agriturismo ora presenta il conto al Pubblico ed ai contribuenti.

Fuentes KWA Kusaidia Inaugurazione 4 ott 2010 a

Di Pubblico infatti si deve doverosamente parlare perché se della politica fu la volontà di portare all’apertura dell’agriturismo ed il suo affidamento alla Kwa di Straniero, agli stessi enti ora spetteranno gli oneri di ripristinare edifici e spazi abbandonati, con tanto di inevitabile bonifica degli ambienti.

Cesare Canepari
Fotoservizio Silvio Sandonini