Martedì scorso si è tenuta una diretta online da parte delle dottoresse Erika Meroni, biologa nutrizionista, e Valentina Gobbi, psicologa psicoterapeuta, che si sono rese disponibili per una chiacchierata di circa un’oretta al fine di confrontarsi su differenti tematiche riguardanti la nutrizione e la psicologia.

Ancora una volta la scelta di organizzare la diretta su una piattaforma online, come nel caso dello scorso dicembre, è stata dovuta all’impossibilità di svolgere incontri dal vivo; si spera che già a partire dal prossimo evento ci si potrà ritrovare faccia a faccia, per avere un confronto più immediato e spontaneo e facilitare il dialogo.

Le tematiche che sono state trattate nell’ora di diretta sono state molteplici. Innanzitutto si è voluto sfatare qualche pregiudizio legato al momento in cui ci si rivolge ad un professionista come psicologo o nutrizionista; non si va dal nutrizionista solo “per dimagrire” come non si va dallo psicologo “perché si è matti”, bensì ci sono svariati motivi per iniziare un percorso di educazione alimentare, di supporto psicologico o psicoterapia.

Ad esempio, si può decidere di iniziare un percorso dietetico al semplice fine educativo, per imparare a nutrirsi in modo corretto a seconda delle esigenze dell’organismo, o come dieto-terapia nel caso di alcune patologie come diabete, malattie cardiovascolari ma anche ovaio policistico, endometriosi, ipotiroidismo, oppure ancora problematiche quali reflusso gastro-esofageo, sindrome da intestino irritabile, dermatiti e psoriasi.

Per quanto riguarda le motivazioni che stanno alla base di un percorso psicologico anche qui la questione non è semplice e scontata. Si può voler iniziare un percorso spinti dalla semplice voglia di conoscersi e comprendere meglio dinamiche e i meccanismi di funzionamento della propria mente; oppure si può iniziare a causa di un momento difficile che si sta attraversando, per il quale si vorrebbe l’aiuto di un professionista per avere più strumenti a propria disposizione per affrontarlo; oppure ancora si può voler iniziare a causa di traumi, lutti, accadimenti di vita difficili da gestire e che meritano una riflessione appropriata per poter essere elaborati; ci può essere la comparsa di sintomi mai avuti prima che può sollecitare a chiedere aiuto: insonnia, ansia, stress, disturbi alimentare, pensieri intrusivi, rimuginio, umore deflesso…e così via.


Insomma, sono molteplici i motivi per cui si chiede l’aiuto di un professionista, un campanello di allarme utile da tenere a mente può essere il “non sentirsi più in grado di svolgere in modo abituale la propria vita quotidiana”. Inoltre, è emersa la tematica riguardante la motivazione nell’attenersi ad un certo tipo di programma alimentare, ovvero pare essere molto più difficile continuare una dieta piuttosto che iniziarla, quando si è entusiasti di cominciare un nuovo percorso, mentre quando subentrano difficoltà e le priorità cambiano, diventa più complicato e impegnativo.

Sicuramente questo ultimo anno è stato molto particolare a causa della pandemia che tutt’ora stiamo vivendo, ed ha portato a notevoli cambiamenti per tante persone, ad esempio una modifica della modalità di lavoro (smart-working), oppure l’impossibilità di praticare uno sport dovuta alla chiusura di palestre, piscine e centri sportivi. Da qui la mancanza di un certo tipo di routine e di stile di vita. Questo si è tradotto in difficoltà nell’attenersi ad un programma alimentare, ma anche un notevole aumento dello stress, difficoltà nel dormire, stato di ansia costante e generale difficoltà a riorganizzare la propria vita con queste nuove variabili.

Alla luce di tutto questo, quali suggerimenti per affrontare il prossimo periodo?

A LIVELLO ALIMENTARE:
– Creare una routine alimentare giornaliera, dando importanza al momento del pasto, in particolare fare sempre almeno 3 pasti principali al giorno (colazione, pranzo e cena) cercando di mantenere più o meno gli stessi orari. Introdurre anche spuntino e merenda, per regolarizzare al meglio il senso di fame e sazietà, non spiluccare continuamente durante il giorno, mentre lavoriamo e siamo impegnati in altre faccende, senza rendersi conto che si sta effettivamente mangiando.
– Eliminare dalla dispensa, o se si può evitare direttamente di comprare, tutti i prodotti industriali ad alta densità calorica ma privi di nutrienti, ovvero: biscotti, merendine, patatine, snacks e bibite zuccherate. Si tratta di cibi che non nutrono il nostro organismo, non danno senso di sazietà, sono eccessivamente ricchi in zuccheri, grassi saturi e sale, e quindi vanno limitati il più possibile.
– Ricordarsi di bere acqua durante il giorno, tenendo sempre una bottiglia o una caraffa in bella vista, dove stiamo lavorando o in cucina, per mantenersi costantemente idratati, fondamentale per la regolarità intestinale e la massa muscolare.

A LIVELLO DI BENESSERE PSICO-FISICO:
– Anche qui le routine sono di estrema importanza. In questo caso giocherà a nostro favore crearne di nuove tenendo ben presente le nuove variabili, con tutti i pro e contro del caso.
Ritagliarsi uno spazio ad hoc in casa per lo smart-working, evitando di mangiare, lavorare o fare altro sempre nello stesso quadrato di tavolo. L’idea è di creare, per quanto possibile, un piccolo spazio lavorativo dedicato, in modo che “la routine dell’andare al lavoro” riesca ad essere rispettata. Questo vuole dire mantenere anche tutte le consuetudini di preparazione, dai vestiti ai capelli, in modo tale da dare alla nostra mente l’idea di andare davvero al lavoro, con la comodità di poter evitare il tragitto.
– Creare e rispettare le pause: la pausa caffè con il/la collega può diventare la pausa caffè sul balcone o al telefono con lo/la stesso/a collega; la pausa pranzo va rispettata negli orari e nelle modalità, per staccare la spina e ridare energia a corpo e mente. Anche se siamo soli possiamo apparecchiarci la tavola, cucinare per noi stessi e trattarci bene come tratteremmo il nostro miglior amico.
– Terminata la giornata lavorativa, utile creare anche qui nuove attività o rituali: usciamo a fare sport o facciamolo in casa, andiamo a fare la spesa, andiamo a fare una passeggiata o se vogliamo rilassarci in casa vestiamoci comodi con la tutona per stare su divano, così avremo l’idea di essere rientrati e aver finito di lavorare “lasciando il lavoro al lavoro”.
– Routine pre-sonno, abbassiamo le luci, i suoni, impariamo a prenderci cura di noi stessi coccolandoci con una doccia o un bagno, preparando il corpo al riposo notturno e facendo sì che la mente lentamente si cheti e i pensieri lascino spazio al riposo.
– Ultimo ma non per importanza, dedichiamoci consapevolmente del tempo, per i nostri hobby, per riposarci, per fare qualcosa che ci piace. Pochi minuti al giorno bastano se siamo sempre di corsa, se invece abbiamo più tempo, diamo spazio alla fantasia. L’importante è che sia tempo di qualità, dedicato a noi!

Le dottoresse lavorano entrambe al Centro Medico “La Breva” di Gravedona (CO), sede principale nella quale collaborano e hanno luogo gli eventi, oltre agli studi situati nelle provincie di Lecco e Milano.

Erika Meroni
Biologa Nutrizionista, PhD erika.meroni90@gmail.com
Riceve presso:
Centro Medico LA BREVA Gravedona (CO) Via Regina 22
Farmacia LAMBRO Lambrugo (CO) Via Roma 3
Farmacia LARIANA Abbadia Lariana (LC) Via Nazionale 114

 

Valentina Gobbi
Psicologa Psicoterapeuta gobbi.valentina84@gmail.com
Sito: www.valentinagobbi.com
Riceve presso:
COMO – LECCO – SONDRIO zona Alto Lario
Centro Medico LA BREVA – Via Regina 22, Gravedona Ed Uniti
Centro AEQUILIBRIUM – Via Nazionale 22, Colico
MILANO
Via delle Camelie 12 – 20147

LA SCORSA SETTIMANA

Nutrizionista. La colazione, pasto principe della giornata

0Shares