Rubrica. Pedagogia: gli animali maestri di tolleranza, accettazione e silenzio

15 Ottobre 2020 | Bellano, Cultura, Lario

BELLANO – Quinto episodio della rubrica scolastica affidata alla pedagogista clinica Claudia Ferraroli. L’argomento centrale di questa puntata sarà l’importanza degli animali e gli insegnamenti che questi possono dare ai bambini.

Animali in classe

In classe ho chiesto ai bambini di scrivere come potrebbe essere la loro scuola ideale, cosa dovrebbe avere assolutamente per essere accogliente, intrigante, un luogo felice.

Ne è uscita la descrizione di un luogo con spazi per il movimento (una piscina in primis, ma anche un campo da calcio), spazi per il gioco libero, per degustare dolci e, a grande maggioranza, che preveda la convivenza con gli animali. Un vero e proprio zoo o fattoria in cui animali e bambini possano coabitare. Cani, gatti, pesci, ma anche zebre, cavalli e giraffe!

In realtà in numerose scuole sono stati fatti progetti legati alla presenza animale in classe. La stessa Maria Montessori, nelle sue case dei bambini, soleva tenere un piccolo acquario e una gabbietta per gli uccelli.

Esistono poi delle scuole parentali inserite in fattorie, come la piccola polis di Ostia, all’interno del progetto “l’asilo nel bosco”. Ma che funzione possono avere gli animali all’interno della scuola?

Sicuramente la loro presenza permette di migliorare diverse condizioni di difficoltà, come la comunicazione e favorisce l’integrazione delle persone diversamente abili o svantaggiate per condizioni economiche e sociali. I bambini prediligono la comunicazione non verbale, che ritrovano nell’animale, inoltre tendono ad identificarsi in esso, proiettando sull’amico a quattro zampe le proprie emozioni, ansie, frustrazioni.

L’animale diventa così una sorta di estensione del proprio io e questo permette di dominare le proprie situazioni negative. L’animale insegna al bambino l’importanza della considerazione dei bisogni altrui, a valutare le necessità dell’altro, sviluppando atteggiamenti empatici. ( empatia= capacità di mettersi nei panni dell’altro, partecipando ai suoi sentimenti). Lavorare sull’empatia permette di prevenire comportamenti violenti ed aggressivi.

Gli animali non giudicano, non criticano e manifestano accettazione ed approvazione senza riserve e pregiudizi di alcun genere. Per esempio non considerano le differenze socio-culturali, l’aspetto fisico, la disabilità. Insegnano pertanto qualcosa di veramente importante: la tolleranza, l’accoglienza, l’accettazione, sviluppando la capacità della comprensione.

Infine avere un animale in classe promuove il desiderio di apprendimento, di movimento, di gioco. Dopo aver letto i testi dei bambini ed averli accompagnati alle riflessioni di cui sopra, ho comperato un piccolo acquario con un paio di pesci rossi. Una scelta obbligata vista la situazione limitante, dovuta alla pandemia. D’ora in poi ci faranno compagnia in classe.

Si chiamano Ben e Ros! Li nutriremo e cambieremo l’acqua del loro contenitore, li dipingeremo durante le ore di arte, rifletteremo sul loro ciclo vitale e con esso quello di tutti gli esseri viventi, inventeremo e scriveremo storie su di loro, ci rilasseremo nell’osservare il loro movimento elegante e fluido all’interno dell’acqua, ma soprattutto impareremo da loro una grande lezione: l’importanza del silenzio!!!!

Claudia Ferraroli
Pedagogista clinica

Se avete qualche argomento relativo alla crescita del bambino che vorreste veder affrontato in questa rubrica, scrive a claudiaferraroli832@gmail.com.

 

LE PUNTATE PRECEDENTI:

Rubrica. Pedagogia: promuovere la lettura con i libri per bambini

Rubrica. Pedagogia, l’importanza di giocare e mettersi in gioco

Rubrica. Pedagogia, i benefici dell’educazione all’aria aperta

Rubrica. Scuola, il distanziamento come occasione di autonomia