Dervio. La minoranza: “Uffici intasati? Sei semplici richieste in due mesi”

5 Agosto 2019 | Dervio, Politica

DERVIO – Abbiamo letto su alcuni siti di informazione l’ennesima polemica del Sindaco Cassinelli, che questa volta accusa il gruppo di minoranza di voler “intasare uffici comunali e amministrazione comunale con richieste prive di contenuto solo per impedire di lavorare per il bene del paese“. Nei due mesi del suo mandato, il gruppo che rappresentiamo ha inviato solo due richieste via email (tuttora inevase, e la prima riguardava la consultazione degli atti del Consiglio Comunale che è un sacrosanto diritto di ogni consigliere), tre interrogazioni e una mozione da portare in Consiglio (le prime chiedevano semplicemente come si volesse intervenire per la soluzione di tre problemi del paese, che sono stati effettivamente affrontati solo dopo la presentazione delle interrogazioni, mentre la mozione, riguardante l’apertura di un parcheggio a ridosso del centro paese, è stata bocciata dalla maggioranza). Sarebbe davvero preoccupante se l’attività di un’amministrazione si dovesse bloccare per queste poche e semplici richieste!

Nella precedente amministrazione si rispondeva senza problemi alle interrogazioni in Consiglio (anche 4 o 5 in un singolo Consiglio comunale) e a decine e decine di richieste di informazioni rivolte al gruppo di maggioranza o agli uffici da parte della minoranza, mentre ora ci si lamenta sui giornali per aver ricevuto solo sei semplici richieste in due mesi.

Evidentemente abbiamo un diverso concetto di democrazia, nonostante il nostro nuovo sindaco il 2 giugno, Festa della Repubblica, scomodando Sandro Pertini scrivesse così: “io combatto la tua idea che è contraria alla mia ma sono pronto a battermi al prezzo della mia vita perché tu la tua idea la possa esprimere sempre liberamente”.

Al posto di pubblicare documenti su internet, allo scopo di screditare e cercare di intimidire gli avversari politici, che vengono poi insultati e denigrati pubblicamente come mai era successo nella storia del nostro paese, dovrebbe iniziare invece a rispondere in forma istituzionale alle poche richieste che gli sono state fatte, da un gruppo che peraltro rappresenta il 41% dei Derviesi.

Il nuovo Sindaco conclude poi dicendo che “d’ora in avanti ci atterremo ai termini di legge e non risponderemo più a nulla di strumentale”: magari facesse così! Invece in Consiglio, alle quattro semplici richieste che gli abbiamo fatto, anziché rispondere con altrettanta semplicità cosa intendesse fare la sua Amministrazione è andato a ricercare argomentazioni che spesso non avevano nulla a che fare con l’oggetto della richiesta: sicuramente in quel caso avrà perso tempo, ma sarebbe stato meglio anche per lui se si fosse semplicemente preoccupato di fornire le risposte ai soli quesiti posti.

Ci si chiede perciò il motivo di tale arrabbiatura da parte del Sindaco. Forse non è abituato al ruolo di una minoranza che si pone in contrasto alle sue idee, ma questo è anche il ruolo del gruppo consiliare che rappresentiamo, avanzando le richieste e le argomentazioni che sono care a quella parte di popolazione che ci ha votato e magari non è abituata a trascorrere le giornate sui ‘social’, utilizzando modalità espressive non sempre consone ad una normale dialettica politica o anche semplicemente civile.

Oppure più semplicemente perché nel primo Consiglio gli abbiamo contestato di non aver messo a disposizione gli atti ai consiglieri, perché nel secondo Consiglio gli abbiamo contestato di non averci neppure inviato la convocazione (cosa mai successa nella storia di Dervio) mettendo ipoteticamente a rischio la delibera sull’ottenimento dei fondi post-alluvione, e nel terzo di avere chiesto, anche in modo un po’ provocatorio, di riconsiderare l’utilizzo della piazzetta del municipio per la sosta delle auto ritenendo che siano più utili i 40 posti auto che abbiamo proposto di ottenere velocemente in prossimità della stazione, piuttosto che mantenere i 5 parcheggi “riservati” davanti al municipio.

Fare il Sindaco significa anche lasciare che motivazioni come queste possano essere espresse pubblicamente, avere la serietà e la responsabilità di fornire risposte adeguate e, cosa ancora più difficile, in alcuni casi la giusta umiltà ed il coraggio di sapere ritornare e rivedere le proprie scelte.

Comunque noi, proprio come diceva Pertini, continueremo a batterci perché le nostre idee, e quelle delle tante persone che ci hanno votato, possano essere espresse sempre liberamente. È quello che qualche romantico e inguaribile sognatore chiama… democrazia!

Gruppo consiliare di minoranza “Insieme per Dervio”

 

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