Il Consiglio Comunale ha approvato una corposa variante al PGT e si è tenuto a porte chiuse: una decisione contestata dal gruppo “Insieme per Dervio” dato che la sala consiliare aveva appena ospitato un evento aperto al pubblico, e si sarebbero potute utilizzare anche sedi alternative. La minoranza ha anche chiesto il rinvio del Consiglio perché la documentazione consegnata non comprendeva alcuni allegati, tra cui quello con le proposte di accoglimento o meno delle osservazioni presentate dai cittadini, ma la maggioranza ha tirato dritto. Sono state così approvate definitivamente alcune varianti che l’attuale maggioranza aveva giudicato negativamente in campagna elettorale, ma che ora, con una clamorosa inversione a U, ha invece approvato dopo averle peggiorate con la concessione di maggiori volumetrie e minori benefici per la collettività.

È stata confermata la rinuncia alla realizzazione del lido alla Foppa concedendo però volumetrie molto maggiori, quando due anni fa, in presenza di volumetrie inferiori, alcuni membri dell’attuale maggioranza affermavano che “la collocazione di una volumetria di tale entità risulta inappropriata e di alto impatto ambientale. Le modifiche proposte sono a impatto negativo, senza benefici per la comunità”. Evidentemente hanno cambiato idea…

Stessa sorte per l’area dell’ex campo sportivo, con un intervento che in campagna elettorale era stato giudicato negativamente dall’attuale maggioranza, ma che ora è stato invece approvato con una volumetria ulteriormente aumentata e minori vantaggi per la collettività.

Un altro degli interventi approvati va poi a interessare indirettamente delle proprietà del sindaco stesso, tanto che la minoranza lo ha di fatto obbligato a non partecipare alla votazione. Si tratta della strada “ex Cogeco”, che dalla Provinciale sale a Chiari e venne utilizzata per costruire la superstrada. Il PGT vigente prevedeva che venisse smantellata recuperandone l’area, la maggioranza ha invece deciso di lasciarla. Il problema è che il sindaco, prima di proporre lui stesso tale variante in Consiglio, aveva acquistato gli unici immobili serviti dalla strada stessa, e dopo l’adozione della variante ha acquistato anche altri terreni limitrofi. I fabbricati e i terreni traggono sicuramente vantaggio da una strada che inizialmente avrebbe dovuto essere eliminata ma che ora invece resterà, e il sindaco non avrebbe quindi dovuto partecipare a tutto l’iter legato a tale decisione e forse non avrebbe dovuto nemmeno proporla (mentre a gennaio l’ha invece tranquillamente votata), ma soprattutto aveva l’obbligo etico e morale di informare il Consiglio sui suoi interessi personali in quella zona.

Non averlo fatto, unito alle circostanze che hanno accompagnato l’iter della variante al PGT (scarsa pubblicizzazione delle proposte ai cittadini, mancata partecipazione del pubblico, eccetera) getta più di un’ombra su quanto deliberato in Consiglio.

Non possiamo che dare un giudizio negativo su quanto successo riservandoci di approfondirlo anche in altre sedi. Se anche tutto risultasse rientrare nei confini della legalità, sarebbe comunque ben oltre i limiti di una condotta eticamente e moralmente accettabile.

Gruppo Consiliare “Insieme per Dervio”

 

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