MANDELLO DEL LARIO – “Un’azienda normale”. È definita così ora la Gilardoni raggi X da dipendenti e sindacalisti. È bastata una settimana per far cambiare idea sulla situazione dell’impresa di Mandello del Lario. Lo racconta proprio Emilio Castelli (Fim Cisl) che segue la vicenda della ditta insieme al collega Fabio Anghileri (Fiom Cgil). “A breve incontreremo il nuovo amministratore giudiziario Marco Taccani, ci ha chiesto qualche giorno per capire bene la situazione della Gilardoni – prosegue Castelli –, ma la sua mano già si vede”.

Martedì scorso il Tribunale di Milano ha azzerato il Consiglio d’amministrazione con a capo Maria Cristina Gilardoni, nominando con una sentenza Taccani, figlio dell’ex presidente. Così nei prossimi otto mesi sarà lui ad avere il compito di risollevare il fatturato, pari a 44 milioni nel 2012, sceso a non più di 23 nel 2015, ma anche migliorare l’umore generale, dopo le decine di denunce per maltrattamenti arrivate in Questura negli ultimi anni a carico di Cristina Gilardoni e del suo braccio destro, il capo del personale Roberto Redaelli. Segnalazioni che hanno portato a un’inchiesta della Squadra mobile di Lecco, terminata da poco, e della quale ora si attende l’udienza dal Gup.

“Per la prima volta i dipendenti ci dicono che sono sereni, riescono a parlare con i clienti, risolvendo problemi in pochi minuti. Si trovano molto meglio”. L’ex presidente, destituita dai magistrati, rimane comunque in azienda. “Sta nel suo ufficio, anche se sa benissimo che non tutte le procedure ora passano da lei. E per i prossimi mesi sarà così”. Fin quando, insomma, non sarà eletto un nuovo Consiglio d’Amministrazione.

 

 

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