Ho atteso qualche giorno per vedere come evolvesse la discussione sul progetto di valorizzazione delle miniere di Lentreè e dell’annesso ponte tibetano e mi permetto a questo punto di fare alcune osservazioni. Il tutto nasce da un articolo apparso su “Salire“ scritto da 3 aspiranti Operatori Regionali TAM.

L’articolo è critico verso i ponti tibetani e in particolare contro quello da realizzare in Valvarrone. Dopo aver fatto un’analisi storica e socioeconomica della Valvarrone, gli stessi propongono, se ho ben capito, la realizzazione/recupero di un lungo itinerario alternativo sul versante esposto a nord della valle, partendo dalla stazione di Dervio.

Sarà questo sentiero nel “NULLA” a cambiare le sorti della Valvarrone? Nell’articolo si lamentano che il ponte verrà costruito sopra un corpo franoso, niente di più falso! E peccato che la loro geniale pensata, di corpi franosi ne attraversa diversi – uno ben visibile pure dalla finestra di casa mia. Peccato che già esiste il percorso ecomuseale di mezza costa, di cui è stata recentemente rifatta la segnaletica ed è già ben connesso con il sentiero del viandante. Peccato per loro che …

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