Il municipio di Bellano

BELLANO – L’amministrazione comunale di Bellano è giunta all’atto finale del lungo e complesso iter che ha portato all’approvazione del nuovo Piano di Governo del Territorio del Comune di Bellano. Venerdì 23 febbraio si è svolto il lungo consiglio comunale che ha visto discutere le circa 48 osservazioni presentate e successivamente ha approvato il documento finale.

Si è trattato di un percorso che ha visto tempi dilatati sia per la sua complessità dovuta soprattutto a studi ed analisi preparatorie, legate anche alla necessità di unire i due territori di Bellano e Vendrogno, sia per gli adempimenti burocratici previsti lungo l’iter. Un processo che ha visto la partecipazione di tutti gli attori previsti coinvolgendo fin da subito i bellanesi grazie alla possibilità di presentare contributi preliminari già all’inizio del percorso. Sono state convocate la due Conferenze di VAS a cui sono stati invitati a partecipare gli enti superiori, le minoranze consiliari e le Associazioni e organizzato un incontro pubblico di presentazione e condivisione del contenuto del piano. Infine l’adozione e l’apertura dei termini di legge per la presentazione formale delle osservazioni di enti e associazioni e cittadini, che quindi idealmente aprono e chiudono l’intero iter.

Tra gli obiettivi del nuovo documento, trova ampio spazio la volontà di disporre di uno strumento unico e cucito su misura al nuovo territorio comunale nato dalla fusione per incorporazione dell’ex Comune di Vendrogno; con una precisa programmazione rispetto all’uso del suolo che porti ad una progressiva riduzione del suo consumo, a fronte della valorizzazione di quanto consolidato ed esistente. Oggi non è possibile pensare ad uno sviluppo dipendente dalla realizzazione di nuovi volumi e alla trasformazione di ulteriore terreno vergine senza considerare le delicate condizioni ambientali del nostro pianeta e che vediamo e tocchiamo con mano anche sul nostro territorio: come il dissesto e il rischio idrogeologico e idraulico che con cadenza sempre più frequente entra nella quotidianità dell’agire dei Comuni.

“Fatte queste premesse – spiega il sindaco di Bellano Antonio Rusconi – abbiamo sposato in pieno lo spirito della Legge Regionale sul Consumo di suolo, che impone una riduzione entro determinate percentuali, e abbiamo voluto fare ancora di più per tutelare l’ambiente e metterlo al centro del nuovo strumento urbanistico ora vigente: rilevante è stata quindi la nostra volontà di ridurre del 100% tale consumo andando ad eliminare tutti gli ambiti di trasformazione a suolo libero non attuati previsti nei vecchi piani per limitare l’irrazionale dispersione dell’edificato”.

“Quest’azione comporta l’efficientamento del Tessuto Urbano Consolidato e la valorizzazione del patrimonio edilizio presente, non solo nei centri storici, ma anche in modo diffuso su tutti gli areali individuati. A tal proposito tengo a precisare che tutto questo non comporta ovviamente l’azzeramento della possibilità di nuove edificazioni – prosegue il sindaco – infatti sono stati rivisti in giusto aumento gli indici edificabili relativi al tessuto edificabile di completamento dei nuclei urbani per consentire di soddisfare le reali esigenze dei Bellanesi e Vendrognesi connesse al tema del problema della casa, ulteriormente connesso a quello della qualità del costruito”.

A queste azioni si aggiungono, sempre per favorire il recupero edilizio, ulteriori strategie quali l’applicazione dei principi della rigenerazione urbana sia su aree diffuse (nuclei di antica formazione) sia puntuali (edifici isolati in ambito agricolo o boschivo) con possibilità di incrementi volumetrici del 20% e riduzione dei relativi oneri. In aggiunta, anche grazie al nuovo Regolamento Edilizio, oltre alla salvaguardia della naturalità e tipicità dei luoghi si aggiunge la tutela della tipologia architettonica del nostro territorio fatta non solo da definite articolazione volumetriche e geometriche, ma anche dall’uso di materiali e soluzioni costruttive che nel tempo hanno ben definito i caratteri paesistici ed ecosistemici propri del territorio e delle sue tradizioni.

“Il nuovo PGT contiene anche numerose novità rispetto alla dotazione infrastrutturale della Bellano che verrà” – Interviene il Vicesindaco con delega ai lavori pubblici Leonardo Enicanti – “Molti progetti trovano con questo strumento la necessaria conformità urbanistica per poter un domani venire alla luce. Tra le opere pubbliche più significative ricordo il mantenimento della variante riguardante il nuovo sottopassaggio ferroviario, l’inserimento di numerose aree nelle frazioni necessarie per dar vita all’imponente piano parcheggi, la nuova area ecologica in località Corecco, l’ampliamento del centro sportivo a Vendrogno, la valorizzazione di immobili comunali strategici per lo sviluppo del territorio in un’ottica di turismo rispettoso e sostenibile. A tale proposito importanti sono anche le previsioni dei percorsi di fruizione lenta per pedoni e ciclisti individuati lungo la rete sentieristica dell’entroterra e in particolar modo lungo la sponda lacuale (progetto Brezza) a cui aggiungere le nuove VASP per Pendaglio, Rivalba, Ombriaco e a completamento dell’anello del Muggio con l’ulteriore scopo di aumentare il presidio del territorio.

“Altre importanti aree inserite a livello urbanistico inserite nel PGT riguardano il nuovo ponte per collegare Ombriaco con Bonzeno e più ancora rendere strategica la nuova elisuperficie in località Colombera, come peraltro suggerito in sede di VAS da soggetti dell’ambito di soccorso sanitario. Si tratta questi di due interventi non finanziati e progettati, ma che sono stati inseriti per manifestare la volontà dell’ente di reperire fondi e progettualità future. Riguardo l’ex Cotonificio si mantiene il Piano Integrato di Intervento quale strumento per la sua riconversione e per destinarlo ad una pluralità di servizi in accordo con il privato, inserendo anche la compatibilità urbanistica del nuovo ponte per immettere all’area individuata a silo.

“In ultimo un’analisi rispetto agli insediamenti produttivi – prosegue Enicanti – “Il nuovo PGT è uno strumento agile e moderno che non guarda specificatamente a determinati lotti e terreni, ma che studia più in generale la domanda endogena ed esogena del sistema produttivo locale. Infine la flessibilità del nuovo strumento fornisce a qualunque attività, impresa, startup esistente e futura, produttiva, commerciale o turistica, la possibilità di concertare con il consiglio comunale un progetto ben studiato ed articolato che possa realmente offrire lavoro, opportunità e investimenti per il nostro paese”.

“Dobbiamo purtroppo rimarcare per l’ennesima volta il comportamento tenuto dalla minoranza consiliare – chiosa infine il sindaco – che oramai in uno stile di aperta e continua campagna elettorale anche in occasione dell’iter del PGT ha dimostrato la propria indole di polemica e chiusura, chiedendo di potersi impegnare come consiglieri solo nelle ore serali dopo le 18, di pretendere inviti continui invece di richiedere atti e informazioni, basandosi sul sentito dire di parte. Ma ancora più basiti lascia il loro modo di argomentare dichiarazioni di voto, dove a fatica si sono visti ragionamenti ponderati e competenti sul contenuto degli atti del PGT privilegiando i proclami, a volte una disparità di trattamento delle osservazioni, la poca attenzione dell’interesse pubblico e ambientale… Ognuno si assumerà le proprie responsabilità. L’Amministrazione di Bellano continuerà a guardare avanti, e proprio al termine di questo percorso, trovandoci a metà del nostro mandato amministrativo, programmeremo gli oramai consueti incontri sul territorio per dialogare coi cittadini, spiegare loro i contenuti del nuovo PGT e condividere l’azione amministrativa”.

LA POSIZIONE CRITICA DELLA MINORANZA:

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