Indubbiamente l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da coronavirus ha creato un disordine improvviso e traumatico in tutte le nostre attività.

Un disordine che a fatica stiamo cercando di aggiustare.

“Tutto tornerà come prima” è stato uno slogan proclamato come un mantra all’inizio della pandemia, che ha creato una pericolosa illusione e che ha generato una attesa rinunciataria, che in alcuni casi è sfociata in un dannoso immobilismo, nichilismo e sospensione del tempo.

Tutto non tornerà come prima: alcuni atteggiamenti, alcuni pensieri, alcuni sistemi sono e saranno inevitabilmente differenti.

Non voglio comunque soffermarmi su questo aspetto ma su un altro e precisamente sul fatto che spesso, per non dire quasi sempre, adesso ci si sente rispondere che la colpa delle cose che non funzionano, dei disguidi, dei ritardi è del covid.

In parte può essere vero, ma mi chiedo è proprio e sempre così? o piuttosto non è un semplice e comodo alibi (che chiamerei alibi del covid) per giustificare un malfunzionamento sociale intrinseco?

Il covid può avere avuto e continua ad avere solo il ruolo di averlo evidenziato in modo chiaro e doloroso. 
E tra le attività sociali in crisi e malfunzionanti penso al sistema sanitario, soltanto perché è quello che conosco meglio.

dr Giorgio M. Baratelli – chirurgo senologo

Direttore Unità di Senologia Ospedale di Gravedona

Membro Comitato Scientifico Accademia di Senologia “Umberto Veronesi”
Presidente LILT di Como

 

NOTA dell’autore
Anche Ugo Fantozzi sul Giornale d’Italia ha recentemente pubblicato un articolo simile, riferito al malfunzionamento della Pubblica Amministrazione.

 

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