GRAVEDONA ED UNITI – Ultimo incontro del progetto “La bellezza e l’importanza della Legalità” promosso dall’Istituto Comprensivo di Gravedona ed Uniti. Ospite di oggi Giacomo Di Girolamo autore del libro “L’invisibile”.

Il professor Luca Nobile introduce: “Giacomo fa il giornalista in un territorio dove vi è la presenza della mafia e connubio di mafia politica e massoneria, è difficile perché si vive con ansie e paure, minacce velate. Vengo da quella terra e quando si toccano varie tematiche arrivano subito le risposte. Da 10 anni ci conosciamo e ci siamo scambiati messaggi, quando frequentavo il liceo scientifico ho organizzato un evento sulle mafie e alla fine ho invitato Giacomo che all’epoca era poco noto, da lì ho seguito tutta la sua carriera e quindi sono sicuro che i ragazzi apprezzeranno l’intervento di oggi”.

Giacomo Di Girolamo: “Il problema della mafia è nazionale, non solo della Sicilia. Bisogna rifiutare la dicitura di infiltrazioni della mafia al nord perché è riduttivo e sbagliato, il fenomeno della mafia è stanziale. In Sicilia è stata inventata la mafia ma anche l’antimafia, molti hanno perso la vita per combattere questo fenomeno criminoso. Per svegliare le coscienze e reagire alla mafia non è necessario che ci siano delle tragedie. La mafia non la riconosci più, non è identificabile, non c’è più l’anziano boss ora è una società criminale che appartiene anche alle classi dirigenti, è più sottile. Con Messina Denaro la mafia si è inabissata, è difficile da riconoscere, è silenziosa e difficile da contrastare e noi dobbiamo esser responsabili, trasformare la memoria in promemoria, tutti i giorni dobbiamo ricordarci del nostro impegno e aver chiaro il senso del bene comune, prendersi cura. Il mafioso vuol sempre ricoprire il ruolo del buono, di chi ruba ai ricchi per dare ai poveri, ma la mafia è violenza di relazione, è forte perché è un centro direzionale che collega tante cose, mette in relazione il politico con l’arciprete, con l’imprenditore, e li tiene uniti la mafia. La forza della mafia sta fuori dalla mafia, il mafioso conta per tutto quello che ha attorno, tutte le relazioni che riesce a tessere. L’Italia non è un paese di corrotti solo che chi non è corrotto non alza la voce per opporsi alla corruzione. Ciascuno di noi con un minimo comportamento può decidere se far vincere la mafia o no. Fino al 1982 in Italia il reato di mafia non era riconosciuto, poi finalmente è stata approvata una legge che puniva il reato mafioso, questa è una grande conquista. Matteo Messina Denaro è l’ultimo latitante di Cosa nostra, dal 2 giugno 1993 lo stiamo inseguendo. Dopo la morte di Riina non c’è più nessuno a capo della mafia. È molto atipico, è il primo ad essere ateo, è il primo ad avere una figlia da una compagna e non da una moglie. Cambia il volto della mafia, fa aprire supermercati e da il via agli investimenti all’energia alternativa, nell’eolico, la mafia fa soldi dove ci sono soldi. Partecipa all’ideazione delle stragi del 92 e dal 93 è stato avvistato ovunque ma mai catturato. Gode di grande consenso, gli imprenditori voglio sostenere la famiglia mafiosa pagando il pizzo. Dopo la morte di Falcone e Borsellino lo stato decise di contrastare la mafia e in carcere i mafiosi hanno un regime carcerario controllato”

Domande e risposte:
Cosa l’ha spinta a intraprendere questa professione con tanto coraggio?
“Ho sempre voluto fare il giornalista, ho sempre avuto la curiosità di raccontare il mondo, fin dalle scuole e mi occupo di mafia perché faccio il giornalista in Sicilia e la mafia ce l’ho accanto. So fare solo questo, cerco di farlo bene e in maniera responsabile”.

Perché con gli strumenti di oggi non si riesce a catturare Messina Denaro?
“Ha delle coperture popolari, una serie di persone che lo proteggono e rendono la sua fuga più agile”.

Quando finirà la corruzione?
“Quando i non corrotti alzeranno la testa e faranno sentire la loro voce”.

L’anno scolastico si concluderà per gli alunni dell’Alto Lario con l’incontro in remoto con Giuseppe Guin che il 26 maggio descriverà loro le bellezze del territorio. Parteciperanno le classi quinte delle scuole primarie e le classi terza media degli Istituti di Gravedona, Dongo e Gera Lario.

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