Per una settimana ho parlato di PREVENZIONE oncologica.
Sarebbe bello cancellare tutto quanto detto e scritto con un fantascientifico, quanto improbabile, vaccino contro i tumori!
Sarebbe la scoperta del secolo e si farebbe una gara spietata per farselo inoculare.
Questo è attualmente possibile nei confronti di un’altra malattia grave, che quotidianamente miete un numero elevato di vittime: il Covid.
Certo, perché contro il Covid adesso abbiamo il tanto sospirato vaccino.

Ci sono purtroppo molte infondate e irrazionali (o in malafede) resistenze verso di esso.
L’ambulatorio della LILT di Gravedona, dove passo molto del mio tempo professionale impegnato nella dura e infinita lotta contro il tumore della mammella che poi si sublima in sala operatoria, ha la finestra che si affaccia su una strada interna dell’ospedale.

Ogni tanto sento lo sferragliare stridulo della ruote della barella che trasporta verso la vicina camera mortuaria la bara in alluminio con una vittima del Covid.

Vi assicuro che il rumore è triste ed inquietante. Spesso si ripete più volte nel corso della giornata, generando ansia e sconforto.

A me basta il rumore, non mi affaccio più a guardare; immagino l’infermiera e l’infermiere (sono sempre in due forse proprio per sostenersi a vicenda, nel tragitto di ritorno) che spingono la barella con la bara; sono la versione moderna dei monatti descritti dal Manzoni, bardati di tutto punto con gli occhi, unica parte visibile del loro volto, velati da un senso di rassegnata impotenza e tanta stanchezza.
Anch’essi combattono una dura lotta.

Adesso per questa lotta, a differenza della mia, c’è un’arma potente, il vaccino, che può determinarne l’esito in modo favorevole.

A tutti quelli che lo rifiutano, farei sentire quel rumore sferragliante e triste, consapevole che esso varrebbe più di tante parole e confondenti disquisizioni.

Giorgio M. Baratelli

Chirurgo senologo
Ospedale ‘Moriggia Pelascini’
Gravedona

 

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