COMO – Sulla sponda occidentale del Lario e in linea generale in tutta l’area del Comasco, i campanili continuano a “resistere”.

E così, a differenza di quella straordinaria (per lungimiranza) Valvarrone che domenica ha detto “sì” (anche se solo tre Comuni su 4 sono andati al voto per la fusione), analoghi progetti sono stati bocciati in due casi su tre e solo la Valle Intelvi si è pronunciata a favore, con i Comuni di San Fedele, Castiglione e Casasco che hanno scelto di fondersi in una amministrazione unica, forte di oltre 3.500 abitanti.

Nella stessa area, l’anno scorso anno si erano fusi Lanzo, Pellio e Ramponio. Sul lago invece, fusione fallita tra Cernobbio, Moltrasio e Carate Urio che da tempo progettavano di unirsi: in realtà, in tutti e tre i paesi ha prevalso il “no”.

E non è andato in porto nemmeno il “matrimonio a tre” di Albiolo, Rodero e Valmorea, nell’Olgiatese dove è stato il singolo Comune di Albiolo a rigettare la fusione; in questo caso particolare, la Regione potrebbe decidere di approvare comunque una amministrazione unica di Rodero e Valmorea.

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