ROBBIATE – Appende pinne e boccaglio al chiodo, almeno in ambito lavorativo, il 60enne Luciano Fascendini, sommozzatore dei vigili del fuoco, negli ultimi anni coordinatore del nucleo di Milano.

Nato a Lomazzo ma cresciuto a Mandello del Lario, Fascendini si è fatto ammirare non solo per le sue imprese, ma anche per l’impegno nella politica locale, prima nel suo paese d’adozione, poi ad Abbadia Lariana, con un incarico anche in Comunità Montana.

Lascia un vigile del fuoco da premio Oscar, nel vero senso della parola, che dal 1980, anno del contributo dopo i danni del terremoto in Irpinia, ha seguito un’unica strada, quella dei pompieri.

Il passo, anzi il tuffo nel gruppo dei sommozzatori, ha regalato tanti successi, anche se le sfide da affrontare sono state ardue: una fra tutte la tragedia di Lampedusa con 368 migranti annegati, in cui Fascendini coordinava le operazioni.

Grazie alla grandezza di alcune sue missioni, il neo-pensionato si è meritato anche il Cavalierato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nonché una visita di merito da parte di Papa Francesco.

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