BELLANO – È giunta segnalazione da parte di residenti, da noi verificata con un sopralluogo, che il muro in cemento armato di sostegno a valle della zona Carnazzola a Corecco ha ceduto crollando totalmente e trascinandosi dietro il piazzale basso destinato alla manovra dei mezzi in carico alle attrezzature presenti.

La zona di Corecco dove ha sede l’impianto di frantumazione di Italmineraria, è costituita da materiale di riporto delle gallerie della SS36, fortemente instabile. La volontà di alleggerire il terreno e smaltire la quantità di prodotto in loco ha portato negli anni alla decisione di costruire una struttura di trattamento meccanico dei minerali. La zona è al centro di lunghi contenziosi con il Comune e le società, sanati dall’approvazione, nel luglio scorso, da parte del Consiglio Comunale, di un contratto transattivo che, in accordo tra le parti, prevede interventi a beneficio della collettività. La ditta ha infatti sottoscritto il documento che impone asfaltature sulle strade comunali, ripristino del sentiero del Chiesuolo indebitamente chiuso, allaccio fognario dell’impianto, in cambio ha chiesto e ottenuto la possibilità che nel PGT in prossima revisione, l’Amministrazione valutasse un aumento degli indici di edificabilità pari al 30% della superfice.

Progetto Comune, pur votando a favore nell’esclusivo interesse di chiudere una questione protrattasi da anni e potenzialmente onerosa per il Comune, ha sollevato, unico gruppo, numerose perplessità circa la stabilità della zona, soprattutto dal punto di vista idrogeologico. La regimazione delle acque piovane, del valletto e la necessità di prevedere un’analisi geologica ci paiono fondamentali, ancor più con la prossima possibilità di costruzione. Il crollo della murata a basso, edificata dalla ditta Mattioda negli anni 70 e ampliata in altezza dalla ditta Italmineraria per consentire un piano di appoggio ai mezzi e macchinari di cantiere, dimostra l’impellenza di quanto dichiarato.

La zona, infatti, non solo necessita di particolare cura per la tutela del territorio boschivo ma soprattutto l’attenzione deve essere massima per i potenziali pericoli che un crollo incontrollato potrebbero generare, con riferimento specifico a profili di sicurezza e incolumità. L’area infatti poggia sul versante della Valsassina che grava sul torrente Pioverna e, come da noi unicamente segnalato nel Consiglio del 31 luglio, un eventuale slittamento di materiale potrebbe invadere l’alveo del fiume impedendo il regolare deflusso delle acque e costituendo un potenziale rischio per la zona a lago, in particolare per Bellano, l’Orrido e la foce del torrente in conseguenza di piene improvvise.

Sappiamo che il crollo, che risale ormai a circa due settimane fa, ha motivato ordinanze di ripristino da parte degli Enti competenti. Progetto Comune assicura la massima attenzione alla problematica, anticipando fin da ora che vigilerà affinché l’accaduto non sia l’occasione per la costruzione di una nuova strada a valle della proprietà e perché, pur intervenendo rapidamente, si proceda con cautela monitorando e calibrando sempre ogni intervento, presente e futuro. La tutela del territorio è per noi, fin da ora, una priorità a cui non intendiamo rinunciare.

Andrea Nogara
Bellano Progetto Comune

 

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