Anche quest’anno l’amministrazione Fasoli è arrivata all’ultimo momento ad assumere una decisione in merito alla gestione della zona lago. L’unica soluzione che ha trovato è di autorizzare i gestori al pagamento dell’ingresso, tranne che ai mandellesi, agli over 65 e ai bambini. Se questa scelta derivasse dall’idea del Comune di introitare i biglietti e provvedere direttamente a qualche giro di pulizia in più forse non ci sarebbe da stupirsi.

Ma se questa decisione mira solo a garantire i proventi degli ingressi ai gestori delle aree in questione, che non versano al comune nemmeno un euro per avere in esclusiva il Lido e la Poncia, che quindi fanno delle aree a lago dei veri e propri stabilimenti balneari, allora qualche domanda è necessario porla. E quindi ci chiediamo:

– Perché la Giunta Fasoli ha deciso di consentire l’ingresso a pagamento quando i gestori del Lido hanno solo chiesto di poter contingentare gli ingressi?
– Perché, soprattutto nei finesettimana, quasi tutta la superficie del Lido è tappezzata di lettini, distanti pochi centimetri l’uno dall’altro, quando la stessa Canottieri ha chiesto di poter limitare gli accessi per rispettare il distanziamento? Il sindaco è mai andato a verificare se davvero viene rispettato il distanziamento sociale?
– Perché gli steward che stazionano alle porte del Lido si permettono di perquisire le borse degli utenti, senza averne alcun titolo?
– Perché non si può “introdurre cibi e bevande” all’interno del lido e dei giardini?
– Perché lo Skate park è diventato un magazzino e la pista intorno, dove i bambini amano girare in bicicletta, è la pedana dei tavoli con ombrellone?
– Perché dalla stagione estiva e dall’afflusso di turisti devono guadagnare solo ed esclusivamente i gestori delle due aree, visti i divieti di cui sopra che campeggiano su tutte le transenne che, anche quest’estate, decorano il nostro parco pubblico?
– Perché vista l’esperienza degli ultimi anni, l’amministrazione Fasoli non ha pensato per tempo a emettere un bando di gestione delle aree a lago, che consentisse al Comune di incassare delle entrate e invece ha privatizzato le aree in questione, a solo beneficio dei gestori e non certo della generalità degli utenti?
– E soprattutto perché il Comune non guadagna nulla da questa svendita di bene pubblico?

Noi pensiamo che questo non sia il giusto modo di gestire il bene pubblico, che tutta la collettività, mandellese e no, di qualunque età, ha il diritto di godere di beni comuni come il Parco Pubblico dei Giardini e il Lido comunale. Pensiamo che non sia giusto che solo chi paga un biglietto possa passeggiare in riva al lago, mentre gli altri devono accontentarsi della zona interna del Parco.

Pensiamo che il bene comune debba essere governato, non transennato e svenduto al privato e che ogni scelta relativa al Parco Pubblico dei giardini dovesse essere condivisa con la cittadinanza.

Ci preoccupa molto questo modo “privato” di gestire il bene pubblico, perché temiamo che nell’opera faraonica di “riqualificazione” dei giardini pubblici, si nasconda l’intento di impedire in via definitiva l’accesso a quelle aree alla generalità dei cittadini.

All’ultimo Consiglio comunale Casa comune ha presentato un’interrogazione al Sindaco su questo tema e, nonostante il suo intervento di mezzora, non abbiamo avuto nessuna risposta.

Casa Comune per Mandello Democratica

 

0Shares