Lario Reti Holding ha avviato sul finire del 2020 i lavori per la trasformazione di parte della cosiddetta “area ex-RDB” di Lomagna in un impianto destinato alla fitodepurazione dei reflui. La creazione di questo particolare impianto è stata voluta da Lario Reti Holding e da tutti gli Enti interessati – Regione, Comuni di Lomagna e Osnago, Parco di Montevecchia e della valle del Curone, Ufficio d’Ambito di Lecco e Provincia di Lecco – a tutela del Torrente Molgoretta, ad oggi corpo idrico ricettore delle eventuali acque di scolmo (cioè di troppo pieno) della rete di fognatura mista della vicina Via Giotto, in Comune di Lomagna, che in futuro saranno recapitate al bacino.

“In questa prima fase ci stiamo dedicando alla demolizione di alcune opere in cemento presenti nella area ex-RDB ed alla rimozione di massetti e sottofondi della pavimentazione – spiega Vincenzo Lombardo, Direttore Generale di Lario Reti Holding –. Successivamente inizieremo i lavori di costruzione del vero e proprio bacino di fitodepurazione”.

La realizzazione del bacino di fitodepurazione consentirà, contemporaneamente, di raggiungere diversi obiettivi: la fine degli allagamenti in via Giotto, la protezione del Torrente Molgoretta ed il recupero di un’area dismessa e abbandonata con la creazione di un potenziale habitat protetto per diverse specie vegetali e animali.

Le vasche di fitodepurazione del depuratore di Nibionno, gestito da Lario Reti Holding

I sistemi di fitodepurazione
Gli impianti di fitodepurazione sono sistemi appositamente progettati e realizzati per ricostituire, in un dato ambiente, un’area umida nella quale avvengono processi naturali di trattamento dei reflui. Tali ecosistemi, detti di “filtro”, possono anche costituire un’occasione per riqualificare ambiti territoriali degradati, e per aumentare quindi la diversità ambientale.

Si possono così realizzare zone umide artificiali che diventano habitat per molte specie animali (sia fauna anfibia sia avifauna), condizione di particolare interesse all’interno di un’area protetta di particolare pregio ambientale, come nella realtà del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone.

Un rendering dell’area ex-RDB al termine dei lavori per la realizzazione del bacino di fitodepurazione

“Data la necessità di superfici di grandi dimensioni, le aree più frequentemente utilizzate per la realizzazione di impianti di fitodepurazione sono quelle agricole, marginali o seminaturali. – spiega Michele Cereda, Direttore del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone –. Nel caso dell’impianto di Lomagna, invece, si interviene in un’area dismessa, dove precedentemente venivano realizzati prefabbricati in calcestruzzo. L’intervento rappresenta quindi un’espressione di riuso e riqualificazione di un contesto fortemente degradato, che viene valorizzato a fini ambientali, senza produrre sottrazione di suolo per le attività agricole e per le dinamiche dei sistemi agro-forestali.”

Le opere in progetto
Per eliminare i fenomeni di allagamento che si verificano lungo il collettore intercomunale di via Giotto, è prevista la realizzazione di un nuovo manufatto scolmatore. A supporto dello stesso, per la gestione dei reflui scolmati in occasione di piogge violente, si realizzerà il bacino di fitodepurazione per il trattamento delle acque di prima e seconda pioggia.

“La realizzazione dell’impianto di fitodepurazione nell’area di via Giotto di Lomagna consente di dare soluzione ad uno dei principali problemi ambientali del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone – interviene Marco Molgora, Presidente del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone –. Le criticità generate dal collettore che dalla collina di Montevecchia conduce all’impianto di depurazione di Lomagna, nella valle della Molgoretta, perdurano da oltre 20 anni. La fuoriuscita dei liquami dai tombini in occasione di eventi meteorici intensi, a causa dell’eccesso di pressione nelle condotte, è stata in questo periodo elemento di forte criticità sia per quanto concerne le produzioni agricole nelle aree circostanti, sia per le valenze naturalistiche, la cui importanza è stata riconosciuta dall’Unione Europea, che ha inserito questo territorio nelle zone tutelate da Rete Natura 2000.”

Il bacino sarà completamente recintato ed avrà un’estensione di 2,16 ettari, per un volume complessivo di 5.000 metri cubi e sarà realizzato nella zona nord dell’area industriale “ex-RDB”, situata in sponda sinistra del Torrente Molgoretta. Il bacino avrà una profondità media di 50cm, con “buche” di 150cm, per garantire un’adeguata sedimentazione della componente solida presente nelle acque e la crescita della vegetazione.

I lavori di rimozione di massetti e sottofondi della pavimentazione presso l’area ex-RDB

“Le opere previste hanno un valore totale di circa 1,7 milioni di euro, incluse le attività di preparazione e bonifica dell’area, e si concluderà entro la primavera 2022 – segnala Vincenzo Lombardo –. La realizzazione di questo bacino di fitodepurazione, a sostegno e supporto del patrimonio comune del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone rappresenta un altro segnale del cammino “controcorrente” che Lario Reti Holding ha intrapreso nella gestione del servizio idrico integrato: un cammino di miglioramento, attenzione, supporto e sostegno alle comunità locali.”

“Apprezziamo la disponibilità di Lario Reti Holding ad adottare la soluzione della fitodepurazione, innovativa per il nostro territorio – conclude Marco Molgora –. Confidiamo inoltre che a questo intervento, particolarmente impegnativo, ne possano seguire altri, volti ad aumentare la sostenibilità degli insediamenti presenti nel territorio protetto del Parco.”

 

Contenuto redazionale a cura dell’Ufficio Promozioni IperG

 

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